A chi può servire

Quando hai scelto una meta, piccola o grande che sia, percorri il cammino verso di lei godendo e soffrendo giorno per giorno, ora per ora senza angosciarti troppo per il risultato finale.

E quando sei arrivato non fermarti eccessivamente a compiacertene ma proponitene subito un’altra.

Una di quelle che senz’altro, negli spazi di riposo lungo la strada già percorsa, ti sono balenate nella mente come lampi di desiderio improvvisi o di sogno ai limiti del possibile.

Se non ce la fai, e può succedere, l’ultima cosa da fare è che ti metta a piangere o ad imprecare alla sfortuna.

Estraniati per un poco da tutto, se credi; può esserti necessario per riempire nuovamente la tua bottiglia semivuota e per ripartire verso una diversa «oasi» che, di sicuro, in qualche parte della tua vita aspetta solo di accoglierti nell’ombra delle sue palme.

Né il deserto tutt’intorno, con la sua sete e il suo dolore, pieghi mai la tua consapevolezza di uomo nato per piegare il capo soltanto al cospetto della grande sorella Morte.

Cogli questa meta finale negli occhi dei tuoi compagni di viaggio; e qualora un troppo grande sconforto te ne derivi soffermati un poco a parlare con i più piccoli fra i bambini. Nel profondo dei loro sguardi incantati troverai la meraviglia che ti aiuterà a non rinunciare.

Se a qualcosa potrà servirti questa mia proposta, falla tua e avrai acceso un’altra fiaccola sulla strada che conduce alla fiducia nella propria possibilità di autodeterminarsi.

Nel caso in cui tu scelga di decidere che sono tutte e soltanto inutili parole, non mi resta altro che augurarti che l’imperscrutabile legge della sopravvivenza dell’Ordine Universale, riesca a tenerti a galla: fin che servi a qualcosa e nonostante te.

Odysseus

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