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Anno XIV – n°1 (Marzo 1995)
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In questo numero:

Storia e pannello elaborati dagli allievi del Corso di Creatività per adulti.
Caro operatore socioculturale per il volontariato, non cedere mai alle suggestioni delle scienze perdute.
Informazioni aggiornate sul Corso Istruttori, per opportuna conoscenza di referenti, coordinatori e responsabili didattici.
Lettere a Carmen Meo Fiorot, vicepresidente dell'Accademia Europea C.R.S.-I.D.E.A.
I corsisti di Vicenza raccontano le loro esperienze degli ultimi corsi e seminar
Pareri e testimonianze di sportivi che applicano la Dinamica Mentale nella loro preparazione atletica.
Cosa ha a che fare lo spettacolo con lo sviluppo personale? Salire su un palco significa
Certe cose, se non ce le dicono, non le vediamo. Testimonianze sul corso "Espansività della coppia"
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Rivalutarsi e ricominciare

È passato quasi un anno dal mio ATI. Ora riesco a sintetizzare-così: con l’ATI sono riuscita a piangere per l’ultima volta quella che reputavo la mia sofferenza, l’ho finalmente lasciata andare. Lì ho smantellato i miei altari ed i ruoli in cui avevo creduto. Così ho visto anche che avevo proprio tutto per ricominciare, non mi mancava nulla. Avevo solo bisogno di liberarmi delle zavorre che mi appesantivano e guardare seriamente in faccia quella parte di me che rivendicava il suo giusto posto. Ho avuto così la possibilità di prendere in mano il cambiamento necessario, cosa che tutt’ora sto vivendo e che mi sta portando avanti. Con in più la vera consapevolezza che ogni cosa ha il suo giusto prezzo da pagare o, meglio ancora, che devo guadagnarmi quello che desidero.
La cosa che più mi ha colpita, anzi, aiutata, è stato il sentirmi abbracciata con tanto, tanto amore, da persone che mi hanno tenuta nel loro cuore e nulla mi chiedevano se non il coraggio di vivere. Bene. Dopo neanche due mesi Lorenzo ed io siamo andati al corso Espansività della Coppia. Anche lì, l’aiuto di qualche persona mi ha fatto vedere ancora più in profondità cose che mai, prima, sarei riuscita a capire da sola. E di nuovo, mi sono resa conto che avevo già quanto bastava per poter andare avanti, perché è già tutto dentro di me! Quante volte, con Lorenzo, ci siamo detti: “aiutiamoci l’un l’altro a tira-re fuori il meglio di noi”.
Eccoci qua: questa è la nostra roccia. la nostra gioia; questa montagna che ricorre nei nostri desideri, nelle immagini che da sempre ci hanno collegati, nelle sensazioni che ancor più oggi ci avvicinano; questa montagna dove appena possiamo, andiamo realmente, che dà forza e pace ad entrambi. Sicuramente per noi è stata dura: ma quanto amore con il “corso coppie”! Ed era già tutto dentro di noi.
Caro Lorenzo, amore mio, ti ringrazio perché il nostro amore sta tirando fuori da noi veramente il meglio, ogni giorno che passa ed insieme ci stiamo rendendo conto di rendere questa vita degna di essere vissuta. Grazie Franco, Sisto, Luciana e Donata: siete degli amici semplici ed incredibili. Senza il vostro tempo, l’impegno, la disponibilità e la fiducia, io non ce l’avrei fatta.
Quello scorso, il 1994, è un anno che sicuramente non dimenticherò… Quando ci penso, a tutti voi ed a tutte queste cose che sono successe, mi viene alle labbra un ringraziamento, e mi dico: un dono è un dono: non lo si ricambia. Ma quando lo ricevi, diventi responsabile anche tu perché questa ventata di aria fresca ti ha asciugato le lacrime, ha dipanato la nebbia, e sta rivitalizzando ogni cellula con nuovo ossigeno: così puoi guardare bene chi e cosa ti sta attorno.
Da questo momento in poi, non puoi più far finta.
Un grazie di cuore … a chi mi ha tenuta nel suo, di cuore. Ora sono pronta ad andare avanti.

Manuela Papilloud

Nell’arco di un mese Antonio e io abbiamo fatto due corsi: l’AT1 ed “Espansività della Coppia”…
Adesso siamo felici, felici di sapere che siamo due persone simili, due persone con sogni, progetti e mete ben precise che hanno tanto lottato e che stanno per arrivare.
Ho sempre visto i corsi come quella cosa che un coordinatore ti spinge a frequentare per poter fare di più; ora mi sono accorta che per me l’AT1 non è stato un corso di questo tipo. È stato un corso stupendo dove ho potuto guardare con lucidità ciò che ho fatto fino ad oggi, capire quanto ho sudato e lavorato quasi senza rendermene conto.
In genere noi non guardiamo mai ciò che facciamo, tendiamo a esaminare cosa è rimasto da fare e così ci freghiamo con le nostre mani. L’ATI mi è servito per apprezzarmi e rivalutarmi. Una volta fatto questo entrambi siamo partiti per il corso delle coppie.
Come ho scritto prima, Antonio e io siamo due persone simili, non uguali, e certe cose se non ce le dicono non le vediamo. Abbiamo rivisto il nostro modo di essere coppia, di parlare, ascoltare, di toccare e accarezzare. Insomma ci siamo messi l’uno nei panni dell’altro, ci siamo detti quali sono i nostri sogni in comune e l’amore che proviamo l’uno per l’altro; il tutto condito con tanta dolcezza e tanto amore anche da parte degli Istruttori.

Paola Zamberlan

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Yoga integrato e cointegro per comunicare con la gente e…

Bologna. Forlì, Ravenna Imola, Cento, Anzola Emilia, Castelfranco… Feste dello sport, sagre, inaugurazioni: luoghi ed appuntamenti per andare in mezzo alla gente e fare… spettacolo!

E cosa ha a che fare lo spettacolo con lo sviluppo personale? Esibirsi, salire su un palco, ricevere gli applausi ed essere anche citati sui giornali locali… è sicuramente gratificante, piacevole. Ma tutto ciò ha anche una spiegazione logica e razionale, in linea con gli obiettivi del programma interdisciplinare dell’Associazione Sportiva Harmony Body Mind, che sostiene i propri associati sia tramite l’applicazione delle tecniche di Dinamica Psicofisica, che tramite le attività svolte nelle Palestre di Yoga Integrato e di Cointegro.

Portare in piazza uno spettacolo può diventare un mezzo per divulgare e far conoscere un approccio al movimento fisico che non privilegia, come solitamente accade, una finalità pura-mente estetica o un’attività fisica alla moda. Se nelle nostre palestre impariamo il piacere di muoverci, di piacerci nel conoscere i nostri limiti, nel sapere che con quei limiti possiamo convivere e anche superarli, quando saliamo su un palco, di fronte ad un pubblico, tutto questo traspare e viene colto dalla gente che guarda.

Se conquistare qualcosa a livello fisico significa riuscire a portarlo anche nel proprio carattere e nella propria personalità, allora il movimento diventa intelligente e non solo bello o perfetto. E interessante spiare le espressioni di chi ci guarda, durante un nostro spettacolo… Ecco, è la volta delle ragazze (tutte allieve della Scuola di avanzamento) che, a coppie o in gruppo, presentano i loro esercizi: alcuni passaggi sono molto complessi e specialistici, ed in altri risalta la sintonia e l’unione del gruppo.

Non è difficile, per chi guarda, cogliere la preparazione ed il lavoro che c’è dietro a ciò che vedono, che non è solo una manifestazione, ma proprio l’espressione di un modo di vivere, in cui il movimento è entrato come abitudine quotidiana, come uno degli ingredienti della propria vita, allo stesso modo del cibo, dell’igiene, della cura personale… Alcune bambine, tra il pubblico, si avvicinano e, ai bordi del palco o del-la pedana, imitano e cercano di fare ciò che vedono.

Quando è la volta degli Istruttori di Yoga Integrato (tutti coordinatori all’interno del programma H.B.M.) a salire sul palco, l’atmosfera si fa più attenta e particolare: sono persone che da anni si addestrano e non solo in palestra, che, attraverso il corpo, hanno imparato a resistere e a superare dei limiti, che hanno trasmesso ed insegnato ad altri ciò che a loro è stato, dato. Ora sono un gruppo compatto sul palco e, mentre si muovono e raggiungono una posizione d’equilibrio, trasmettono stile, tenuta, eleganza, potenza.

E, insieme, il sostegno di tutte le persone che loro hanno aiutato a crescere e che, forse, se non avessero ricevuto da loro stimoli e gratificazioni, non avrebbero neppure provato il desiderio di muoversi fisicamente e, men che meno, di salire su un palco. E non perché, nella vita, sia indispensabile salire su un palco, ma perché ben a pochi capita di fare qualcosa che sia completamente al di fuori dì ciò che il proprio tracciato o le proprie caratteristiche indicavano, ed a pochissimi ciò capita senza l’aiuto di uno stimolo esterno.

Infatti, nelle nostre palestre, noi abbracciamo anche una cerchia di persone non ginniche, che difficilmente si sarebbero mosse fisicamente e che hanno inserito il movimento fisico nelle loro abitudini di vita, cominciando prima dall’essere trasportate da un’ onda di positività, che è diventata poi riflessione, quindi conoscenza e poi determinazione, per sfociare infine nel “ci voglio provare anch’io”.

Ma torniamo allo spettacolo e spiamo l’impressione della gente, quando, sul palco, fanno la loro apparizione i ragazzi e gli uomini che si metteranno alla prova nella disciplina del cointegro. A questo punto, è necessario spiegare e commentare ciò che viene fatto: infatti nel cointegro ci sono tecniche di arti marziali che possono portare chi guarda a paragoni o critiche o supposizioni in base ai riferiti che ha, e non in base agli strumenti necessari per comprendere e definire il cointegro.

Lo scopo del cointegro è far sì che un uomo possa rinforzare ciò che è, attraverso le tecniche, lo stile, la forma ed il combattimento preordinato, oltre ad addestrare il coraggio per avere la possibilità dì spostarsi da ciò che era e per trasferire tutto ciò nella vita dà ogni giorno. Un gruppo di uomini esegue una forma, che non è solo una danza o un rituale e che, come tale, deve essere sempre ripetuto in modo uguale: infatti, nel cointegro, fare una forma diventa non un fine, ma il mezzo con cui addestrare lo stile, la potenza e la resistenza; così, l’uomo si abitua a situazioni visualizzate di attacchi, si prepara a vedere avversari che lo possono attaccare in più situazioni e da diversi punti.

Applicare la Forma ed allenarsi negli attacchi preordinati abitua l’uomo a comportarsi nella vita attraverso risposte ed in situazioni conosciute: tutto ciò è rafforzato dall’uso della tecnica, che aiuta quindi ad acquisire precise abitudini di comportamento. Nella vita, questo corrisponde alla capacità di un uomo di cercare un determinato ruolo che possa cominciare ad appartenergli.

Ma il cointegro va oltre ed è altamente innovativo nel momento in cui riesce a coordinare tutto questo non solo al fine del sostegno dell’autostima della propria immagine, ma anche del rinforzare il proprio io. Così, gli attacchi preordinati preparano l’uomo, da un lato, a resistere e ad affrontare situazioni conosciute e, dall’altro lato, lo preparano a gestire, allenandosi, situazioni nuove od impreviste ed a saperle affrontare al momento del loro apparire.

E la vita è piena di imprevisti, di incidenti di percorso, di situazioni limite. Ecco allora che, dagli attacchi preordinati , gli uomini, sul palco, passano ad attacchi liberi, in cui l’avversario arriva all’improvviso e non dichiara il colpo che attuerà. Ed è importante spiegare questo, perché gli occhi della gente sono per lo più abituati a vedere il combattimento come qualcosa di fine a se stesso, come una gara di personalità, in cui ci sarà un vinto, che sta
sotto ed un vincitore, che sta sopra.

In palestra, su un ring, questa distinzione pare corretta. Ma nella vita? Come classificare tutte le volte o i periodi in cui non sì può essere vincenti nei confronti dì qualcosa che accade, tutte le volte in cui una persona deve sottostare a qualcosa che non le piace o cui sa di non poter sottrarsi per un certo tempo o addirittura per sempre? È proprio quando la vita ti dà contro che tu puoi essere vincitore non tanto nei confronti degli eventi, che non puoi decidere, quanto nel tuo atteggiamento mentale, della pulizia dei tuoi pensieri, e nel continuare ad essere un ricercatore.

Così cointegro addestra l’uomo a resistere nei momenti di difficoltà e, mentre uno dei ragazzi, sul palco, sta combattendo con un avversario, ne arriva un secondo, che lo mette sotto. Non è detto che nella vita reale le difficoltà debbano accadere, ma intanto una persona riesce a spostare la propria resistenza da quella realtà in cui si sentiva sempre vincente perchè aveva il controllo del conosciuto.

La gente guarda, non è semplice capire questo messaggio: è facile dare una connotazione negativa al perdente, classificarlo come il più debole, ed è difficile arrivare a pensare che entrambi i lottatori possano essere vincenti o, addirittura, che, per l’atteggiamento ed i pensieri che ha, sia proprio chi sta sotto il vero vincente, in quanto, anche se battuto, ha sicuramente spostato il limite della paura della critica e del non sentirsi OK e potrà servirsi di quell’esperienza per andare oltre.

Nel combattimento, la gente ha visto potenza, controllo, correttezza, il mettersi alla prova senza prevaricare l’altro e riesce a comprendere che l’addestramento alla lotta è un vero e proprio addestramento alla vita, che la resistenza imparata in palestra, il rispetto dell’altro, la fratellanza possono essere trasferite fuori, nella vita di ogni giorno.

Ed è tutto questo che sta dentro a noi, che andiamo a fare spettacolo: stare un’ora su un palco, in una piazza, dopo ore di allenamento e di preparazione, anni di ricerca all’interno di un programma tramite il quale I’H.B.M. propone a tutti una strada di sviluppo personale che, nell’ottica dell’evoluzione dell’umanità, non è altro che il primo passo verso un cammino più lungo, che deve portare l’Uomo ad uscire da sé, dal proprio personale per entrare in una dimensione storica ed umanistica, attraverso il volontariato e la ricerca.

Così, alla fine, saliamo tutti sul palco, salutiamo, arricchiti da ciò che abbiamo e da ciò che siamo riusciti a dare ed a trasmettere, pieni di un grazie infinito a chi ci dà, ogni giorno, la possibilità di metterci alla prova, di andare oltre quello che ieri ci sembrava il nostro limite massimo, di non sentirci mai troppo forti o troppo a posto al punto tale da poter dire “siamo arrivati”.

Grazie ad Elena Cortesi ed a Giuseppe Capucci, ideatori dello Yoga Integrato e del Cointegro, e di tutto quanto c’è nel programma H.B.M.

Testimonianze

Gennaio ’95
Dopo il corso mi sono sentito molto stanco e confuso, poi con il passare dei giorni mi sono sentito meglio, più carico di energia, con più voglia di fare, di creare. Ho notato in me una maggiore sicurezza nell’esporre le mie opinioni senza più avvertire quella sensazione di insicurezza che prima mi assaliva. Infine ho notato una maggior voglia di conoscere le persone. Quando prima ero abbastanza restio.

Moreno Teni

20/2/95
Le mie impressioni sul seminario di Dinamica Psicofisica sono positive. Specialmente dopo i primi giorni di euforia osservando i cambiamenti che sono avvenuti nelle abitudini quotidiane. Alla mattina inizio la giornata con più calma e sono meno condizionato dall’orologio e arrivo al lavoro con meno tensione. Sono riuscito ad allungare i tempi di qualche minuto, anche nel mangiare. È stato nel dormire che ho notato la differenza maggiore. Anche poche ore di sonno adesso sono ben dormite. Io penso che questi piccoli cambiamenti possono essere un inizio per avere un tipo di contatto meno negativo con le altre persone.

Gianluca Lamberto

Soci istituzionali: Harmony Body Mind

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Cronaca di un percorso di preparazione e di formazione sportiva e personale

Dinamiche della mente e del comportamento per sportivi

Quando nel Novembre 1985 partecipai per la prima volta al Seminar di Dinamica Mentale Base il mio principale, e probabilmente unico, obiettivo era avere la possibilità di apprendere delle tecniche per migliorare il rendimento nello sport che praticavo, cioè il rugby.

Da allora ad oggi molte cose sono cambiate, da studente-giocatore sono diventato consulente finanziario-allenatore, ma il mio modo di «vedere» Dinamica Mentale Base è sempre quello di migliorare, nella pratica, la vita di tutti i giorni.

Cerco di essere più chiaro: per pratica intendo la possibilità che le tecniche imparate nel Seminar offrono in concreto e cioè: recuperare velocemente energia, scaricare le tensioni, programmarsi in modo positivo qualcosa che andrò a fare, mantenere il necessario controllo emozionale, avere un atteggiamento mentale positivo, digerire meglio, dormire più tranquillamente ecc…

Forse tutto ciò è induttivo, ma ritengo che, per una persona come me, da «6+, 6-», che deve svegliarsi alla mattina di buon ora per «correre» incontro ad una giornata molto impegnata, sia già un grosso successo arrivare alla sera ed aver dato il meglio delle proprie possibilità (anche se poche) ad essere soddisfatto di ciò che ha fatto.

Un altro passaggio importante, che ho conseguito nel tempo, è stato quello di cercare di mettere a disposizione del più alto numero possibile di persone tutta l’esperienza teorico-pratica acquisita negli anni, frequentando i vari Seminar proposti nel contesto del Progetto Permanente e frequentando i Corsi post-diploma dell’Istituto di Dinamica Mentale e Comportamentale di Dalmine (BG) e dell’Istituto di Dinamica Educativa Alternativa di Dalmine (BG) e Padova dove mi sono diplomato come Operatore di supporto psicopedagogico e Istruttore di Dinamica Mentale.

Questo mio hobby, in questi anni mi ha aiutato enormemente nella ricerca costante di crescere come Uomo, e, cosa che mi gratifica maggiormente, ha contribuito ad aiutare dei colleghi «sportivi», che dopo avere frequentato il Seminar e applicato le tecniche conosciute nello stesso, hanno ottenuto dei significativi benefici nelle loro differenti discipline. È certamente vero che al Corso non viene consegnata a nessuno una «bacchetta magica» e che nessun «asino» si trasforma in «purosangue», ma con un pizzico dì sforzo, e divertendosi un po’, molti amici hanno nel concreto migliorato la qualità della loro vita e sono un po’ più soddisfatti di prima.

A tal proposito vi riporto un estratto dì pareri e testimonianze di sportivi che han-no frequentato il Corso di Dinamica della Mente e del Comportamento; certamente tali testimonianze vi annoieranno meno di quello che ho fatto io.

«È stata sicuramente un esperienza molto positiva perché alcuni problemi di rapporto interpersonale non erano mai stati trattati fino in fondo dai miei compagni e me, e sono convinto che l’uso delle tecniche di Dinamica Mentale Base è stato determinante nel rendimento personale di ogni singolo giocatore dando al gioco di squadra quel qualcosa in più che ci ha permesso di raggiungere il nostro obiettivo, la promozione in serie A1 »

Pierre Marchesin
capitano della Tarvi-sium Rugby

«Alla luce delle esperienze agonistiche post-corso possiamo affermare che alcuni di noi hanno avuto un balzo nel loro rendimento, nella loro determinazione alla vittoria e nella capacità di reazione anche in fasi deludenti della partita»

Un gruppo di giocatori della Tarvisium Rugby

«La tecnica proposta mi pare che parta da principi informatori estremamente corretti e porti a risultati ben superiori ad un semplice training.

Gianni Del Buono
allenatore nazionale di atletica leggera

«Dinamica Mentale Base ci ha indicato la via per essere più determinate e più “unite”; rispetto reciproco in ogni situazione, obiettivi personali integrati e valorizzati nel gruppo hanno fatto sì che ognuna di noi uscisse sia come persona che come giocatrice. La crescente fiducia in se stessi ha determinato una maggiore fiducia reciproca permettendoci così di superare i problemi incorsi nel migliore dei modi».

Katia Peruzzo
giocatrice di pallacanestro

«Ho usufruito delle tecniche di Dinamica Mentale Base anche nella vita di tutti i giorni e nello studio. Le ho trovate efficaci. Nei play-off non stavo bene per un infortunio ma ho avuto un grosso aiuto da queste tecniche proprio per dare ugualmente il massimo».

Stefania Zanussi
giocatrice di pallacanestro


«Ritengo attraverso questo corso di aver acquisito la consapevolezza di poter meglio controllare i miei stati di emotività, cosa assai utile non solo nell’attività sportiva».

Vittorio Fontana, volovelista


«Dopo il primo impatto anche i più scettici hanno partecipato attivamente al corso, grazie al vivo e costante interesse che hanno saputo creare i due bravi istruttori, ed alla fine hanno ritenuto che le tecniche acquisite, in particolare quelle relative al rilassamento siano applicabili specificatamente nelle competizioni»

Smilian Cibic
capo missione della nazionale italiana di volo a vela


«Uso le tecniche di Dinamica Mentale Base per mantenere uno stato di concentrazione abbastanza alta ed anche per rinforzare il mio fisico e fare in modo che sia sempre al massimo della forza e della salute; infatti con il calo fisico e la stanchezza vengono immediata-mente meno la concentrazione e la lucidità mentale».

Anna Benzon, tennista

«Personalmente ringrazio l’ente, per i tre giorni che mi hanno fatto trascorrere con il gruppo della mia squadra, per gli argomenti trattati, per le sensazioni che mi hanno fatto vivere, per gli Amici che mi hanno fatto scoprire».

Donatella Bregagni,
giocatrice di pallamano

«Non posso sapere con certezza se tra un mese la mia attuale e quasi inesistente concentrazione sarà aumentata o se vorrò più bene a me stesso, ma di una cosa sono sicuro: questo corso è riuscito a risvegliare in me sensazioni da tempo morte e a farmi sentire più mio, a far appartenere il mio corpo più a me stesso. Questo mi rende quindi molto fiducioso per quanto riguarda il raggiungimento dei risultati prefissati».

Stefano Zanobetti,
giocatore di palla-mano

«Ho potuto verificare che alcuni giocatori hanno attuato tecniche per concentrarsi, per modificare gesti atletici. per controllare l’emotività, ottenere risultati tangibili, confermati anche dall’allenatore e dalla squadra stessa. Questo Corso mi ha dato la consapevolezza del lavoro, cioè lavorare innanzitutto, lavorare sodo e senza attendersi una ricompensa. poiché questo è il lavoro e solo il lavoro ce la dà.»

Doriano Cinelli
Presidente della Palla-mano Ambra


«Oltre ad una certa tranquillità di rapporto con i miei colleghi nella società sportiva in cui opero, ho avuto beneficio soprattutto con la mia squadra. dove siamo alla continua ricerca della positività nella tecnica e nel comportamento, migliorando così la costruzione del nostro gruppo. Penso che questa esperienza portata a livello di squadra possa essere costruttiva perché aiuta a migliorare le capacità personali ed aumenta la concentrazione; ringrazio il dr. Franco Piva ed il dr. Carlo Spillare che con tanta professionalità hanno tenuto questo Corso dandomi oltre all’opportunità di conoscere un mondo nuovo anche la possibilità di capirmi, di dialogare e di capire, in fondo, che gran parte delle situazioni dipendono dalla nostra volontà e dalla nostra capacità».

Maria Rosa Busato,
allenatrice di pallacanestro


«Ho applicato gli esercizi per ottenere dei risultati nello sport e questi sono arrivati dandomi molta soddisfazione. All’inizio non avevo molta fiducia in questo Corso ma poi mi ha interessato e ho pensato che sarebbe valsa la pena provarci; ho scoperto un modo diverso di ragionare, di giocare, di essere me stessa. Ora uso la mia mente in un modo speciale che mi permette di ottenere quello che voglio, logicamente facendo un passo alla volta. Quest’anno ho fatto il mio primo passo e devo dire che è stato magnifico».

Nicoletta Caselin
giocatrice di pallacanestro

«L’esperienza di Dinamica Mentale cui hanno partecipato i nostri atleti ci ha aperto nuove prospettive sia a livello personale che agonistico»

Consiglio Direttivo della Società di Tiro a Volo
di Montereale. S. Leonardo Valtellina (PN)

«Si vuole esprimere la propria soddisfazione per la prima riuscita del Corso e si augura che risultati siano più che brillanti come è già potuto sembrare da un primo rapido esame di tre giorni passati assieme»

Il Consiglio Direttivo del Circolo del Tennis
di Scandicci (FI)

«Ci pregiamo trasmettervi la nostra piena soddisfazione per l’iniziativa in oggetto alla quale possiamo aggiungere anche quella di tutti i tecnici partecipanti. Il Corso è stato particolarmente apprezzato e per le modalità di approccio dei singoli docenti e per la semplicità con cui le tecniche sono state proposte. I tecnici sportivi presenti hanno senz’altro compreso l’importanza del controllo della mente per aiutare il corpo a prestazioni migliori; ciò potrà fornire agli allievi loro affidati una migliore e completa assistenza tecnica».

I Responsabili della Delegazione Regionale
C.O.N.I. per la Liguria

«L’incontro al quale ho avuto l’opportunità di presenziare era programmato per i ragazzi di fasce di età piuttosto eterogenee per cui ho potuto verificare che il training così come proposto, si presentava come un’esperienza utile particolarmente ai soggetti responsabili sensibili, e non superficiali. Mi sento di poter dire che gli allievi dell’ambiente del tennis così stressati e scaricati di energie nervose in taluni momenti agonistici necessitano di agganci con la Dinamica Mentale».


prof. Sergio Ceroni
Direttore del Centro Tennis di Tonezza del Cimone,

Conclusione

Rileggendo l’estratto dei pareri e testimonianze qui riportate mi viene da pensare come sia stato possibile, in questi anni, fare accadere dei fatti quasi senza neanche accorgersene. Non ho una riposta precisa. Di certo, all’interno di I.D.E.A. s.r.l., cerchiamo di operare con professionalità, senza dimenticare mai chi siamo e quelli che sono i nostri limiti; in poche parole, cerchiamo di mettere in pratica uno stimolo che abbiamo raccolto qualche anno fa dal Titolare del Metodo di Dinamica Mentale Base (oggi, per noi, Dinamica della Mente), il dott. Marcello Bonazzola, il quale si è sempre definito un Artigiano della Mente.

E per citare le sue parole,

«Un buon artigiano parte dal presupposto che un lavoro ben fatto ottiene alla lunga un giusto apprezzamento ed un naturale riconoscimento da chi è in grado di apprezzare il prodotto che abbia un cuore; così non produce pezzi anonimi, né persegue la ben più facile strada dell’adeguarsi alla moda; vive il suo lavoro con creatività ed emozione e trasfonde in esso il tesoro della propria esperienza e della propria maturazione».

Marcello Bonazzola

Grazie dell’attenzione. Ciao a tutti.

Nota della redazione
Istr. Massimiliano Ruggiero: Operatore di supporto psico-pedagogico. Istruttore di Dinamica Mentale. Specializzato in Dinamiche della Mente e del Comportamento. Responsabile dei Corsi e dei Programmi per Sportivi dell’Istituto di Dinamiche Educative Alternative di Bergamo.

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Vicenza si racconta

La giornata della “felicità”

Carissimo Marcello,
ho frequentato il corso D.M.B. a luglio `94 ma solo oggi ho trovato il coraggio di scriverti e sai perchè?
Ho scoperto finalmente di volermi veramente bene ed è stato bellissimo. Di questo devo ringraziare molte persone prima fra tutte te che hai dato a tutti noi l’occasione di raggiungere la felicità. Ma un grazie particolare vorrei darlo a Franco Piva e Sisto Marchesini che proprio ieri hanno tenuto qui a Vicenza un Corso sulla felicità. E stata un’esperienza bellissima. Si respirava la gioia che tutti noi partecipanti avevamo. Ero emozionata come non mai. Da quando ho iniziato ad usare le tecniche di Dinamica, la mia vita è cambiata completamente e ne sono felice. Ho continuato a fare le cose di sempre ma ho cambiato il mio atteggiamento mentale e funziona.
La mattina quando mi sveglio è sempre una gioia nuova, una riscoperta continua di quanto sia entusiasmante vive-re.Sono tante le emozioni che vorrei esprimere ma non trovo le parole adatte. Ho un progetto adesso che voglio attuare. Sono anni che ci penso ma solo adesso ho avuto la consapevolezza di poter riuscire.
Molte volte non ci rendiamo conto di quanto importanti siano le piccole cose, i piccoli successi perché siamo troppo presi dalla. smania di raggiungere il massimo del successo, del prestigio e non ci curiamo dei nostri cari, della gente che ci vive attorno. Ecco perché adesso che ho capito tutto questo vorrei trasmetterlo anche agli altri. All’interno dell’Accademia ho incontrato persone meravigliose, ho trovato una grande famiglia. Grazie ancora per tutto quello che ci hai insegnato e per tutto quello che ho ancora da imparare. Spero tanto un giorno di poterti incontrare; chissà, forse se ci provo veramente potrei realizzare il mio “terzo pesciolino d’oro” e magari diventare istruttore di Dinamica. È un sogno ambizioso. Ma tu mi hai insegnato a non pormi mai limiti e allora io ci provo.
Con affetto

Maria Beatrice Langella

Dare

Accompagnare due persone al corso ha rappresentato per me la realizzazione di un aiuto tanto reale quanto fruttuoso. Se ricaricare di gioia e voglia di ritornare a vivere può sembrare poco credo si voglia solo ignorare che attraverso l’Accademia sia davvero possibile porgere un aiuto.

Anna Lanulfi

Nessun apparente interesse!

Spesso proponiamo il corso di Dinamica Mentale Base alle persone che ci circondano, a coloro che rappresenta-no dei punti fondamentali nella nostra esistenza.
Coloro che hanno già fatto questa esperienza si ricorderanno certamente la miriade di sentimenti, la preoccupazione e la gioia immensa che si prova quando la domenica sera si esce dalla sala del corso e si vede un’espressione nuova nel volto della persona che abbiamo portato. Io sono riuscita a provare questa emozione grazie alla mia amica più cara, una persona che io ritengo meravigliosa e che voglio ringraziare tramite questo articolo. Grazie alla sua iscrizione l’entusiasmo in me è cresciuto e ha fatto aumentare la voglia di far conoscere il metodo di Dinamica Mentale, ma spesso questo è difficile perché la diffidenza che si incontra è molta.
A volte ci si sente dire “e tu cosa ne guadagni”; molti pensano che si faccia per interessi economici, ma nessuno riesce a capire che la più grande ricompensa è il sorriso e lo sguardo che loro stessi hanno alla fine del corso.
Tutto questo per dire grazie a te, che hai donato una gioia immensa alla persona che ti ha accompagnato.

Silvia Calubani

Come guardarsi allo specchio

Il Corso di grafodinamica è ancora un po’ sconosciuto eppure noi, tutti i giorni, chi più chi meno, scriviamo, affidiamo ad un pezzo dì carta appunti, conti, informazioni, compiliamo domande, scriviamo lettere ecc.
Nessuno però, in linea generale, si rende conto dell’importanza della scrittura, nata dalla necessità iniziale di tener conti e poi di trasmettere ad altri, eventi, notizie, scoperte ecc. affidate in precedenza solo alla parola e alla memoria di coloro che divenivano depositari della conoscenza delle cose, degli eventi e trasmettevano ad altri il ricordo degli eventi stessi.
La scrittura tuttavia non è un movimento meccanico ma una “espressione” unica di ciascun individuo che nella scrittura stessa fotografa la propria personalità, il proprio IO che scaturisce dalla parte profonda del proprio inconscio. Come le impronte delle dita della mano di ogni individuo sono differenti, così non esistono individui che abbiano scritture uguali.
Il Corso di grafodinamica ti mette in grado di analizzare la tua personale scrittura attraverso l’interpretazione delle caratteristiche dei segni che han-no concorso a formare le parole con le quali hai espresso tuo pensiero.
Gli stimoli del tuo inconscio portano in superficie la tua scrittura, la tua personalità con pregi e difetti come effettuare una radiografia del tuo corpo, come una “Tac”.
In questo corso potrai tu stesso fare la tua diagnosi e riconoscerti nei tuoi punti di forza e nei tuoi punti negativi da migliorare con l’aiuto degli esercizi di Dinamica Mentale. È un corso che ti pone di fronte a te stesso, come guardarti allo specchio, come vedere la tua autoimmagine, vera, viva, pulsante di indicazioni precise, reali per una più approfondita conoscenza di te stesso e per una tua reale possibilità di miglioramento.
Dopo questo corso, quando scriverai, ti troverai di fronte a te stesso, alle tue responsabilità, alla strada che hai percorso o che hai scelto di non percorrere.

Giacomo Premoli

LASCIARE LA CITTÀ TRISTE

Partecipando al corso di ATI ho scoperto il significato della Pasqua: del mio passaggio alla vita.
Liberatevi dalle catene che segregano e opprimono il Vostro Spirito, riappropriatevi dei Vostri Talenti, date ali alla Vostra Mente, lasciate nella città triste la sfiducia, la paura di agire, la paura di rischiare, la paura di vivere una vita degna della Vostra grandezza e qualsiasi meta, la più recondita e nascosta che avete sarà già Vostra.
Siate consapevoli della Vostra umanità che attraverso la mente può raggiungere i più alti livelli di amore e perfezione. Vi ricordate quando a scuola Vi davano un fagiolo da far crescere in un bicchiere con cotone e carta assorbente imbevuta d’acqua?
Bene, il fagiolo ve l’hanno dato in D.M.B., Voi lo avete piantato, poiché è cresciuta una pianta: se volete comprendere come e con quale forza da un fagiolo si è sviluppata una pianta, iscrivetevi ad un corso di AT1..
Attenti! Andateci convinti perché per uscirne vivi dovrete dare tutto Voi stessi, ma ne sarà valsa la pena.

Edgardo Basso

Immagini

Le esperienze sentite da altri non hanno valore. Le emozioni, poi, non sono trasferibili con le parole. Ed i corsi non sì raccontano, si devono vivere. Che dire allora del corso “Immagine del Mondo” per far capire a chi non c’era?
Ben poco. Come si può far comprendere l’atmosfera che alla fine delle quattro giornate s’era creata tra i partecipanti (eravamo in 9 da Vicenza!) o la simpatia che ci legava agli istruttori?
La comprensione, l’arricchimento emotivo e mentale sono scesi a pioggia su tutti: se il seme è caduto su terreno fertile o tra la sterpaglia lo dirà il futuro.
Su tutti noi partecipanti, però, incombe l’obbligo di alimentare questi semi piantati in noi, con serenità, e gioia, alla ricerca della fusione coerente e stabile dell’uomo mago, scienziato ed artista che è in tutti per il progresso personale e della società in cui viviamo

Enzo Agnoli

Dal fisico alla spiritualità

Dinamica Relazionale è stato per me un corso molto importante e molto profondo. Ho imparato a conoscere me stessa partendo dal fisico per arrivare ad una maggiore spiritualità. Ho iniziato inoltre a capire la personalità di chi mi sta intorno osservandone la gestualità e a correggere le imperfezioni della mia.
Questo corso è un esperienza utile a tutti quelli che desiderano veramente conoscere se stessi sotto ogni aspetto.

Anna Rigon

Il coraggio dell’A1

Ho frequentato l’AI con l’intenzione di portare via il massimo, li ho trovato un gruppo fantastico e per la prima volta nella mia vita sono riuscito a legare con i miei amici.
Quando li abbracciavo e conversavo con loro li “sentivo”, è stata un’emozione grandissima. Ancora più fantastico è che mi sono riempito d’amore indispensabile per raggiungere le mie mete.

Questo amore, per me equivale a coraggio ed è soprattutto di coraggio che io ho bisogno. È incredibile: prima d’ora non avevo mai pensato che amore e coraggio andassero a braccetto ed invece ho scoperto che è naturale che succeda e che sarà per sempre così. Un’altra cosa importante che ho scoperto è quanto sia bello aprirsi con sé e con gli altri.

Fiorenzo Santorini

MAN: Nuove strategie

Quattro giorni di corso MAN – manager management sono la durata di un viaggio straordinario percorso in canoa da un gruppo di incauti turisti della vita, lungo un torrente a tratti dolce e rassicurante, a tratti tempestoso ed inquietante. Alla fine ci si ritrova tutti bagnati fradici di emozioni e carichi di entusiasmo a fare i conti con il nostro modo di essere manager e soprattutto, di essere uomini. Il corso MAN è certamente un corso orientato a persone che hanno necessità di sapere come gestire al meglio il proprio (poco), tempo, di come decidere, delegare, verificare, rappresentare la propria immagine in modo efficiente; ma al corso si acquista o si rafforza soprattutto la consapevolezza che il successo non è autentico se non è basato sui valori fondamentali dell’uomo, come l’amore per il prossimo, l’attenzione per le cose semplici, la serenità e la chiarezza, la gioia di crescere e di comunicare.
Se mi si chiedesse che cosa accade durante un MAN, risponderei così: nuove consapevolezze vengono raggiunte, nuove sensibilità vengono sviluppate, nuove strategie vengono adottate, nuove responsabilità vengono accolte, nuove verifiche vengono fatte, nuove alleanze vengono strette, nuove scelte vengono consolidate. nuove amicizie vengono fondate e una rinnovata felicità si afferma nel nostro essere affinchè noi diventiamo sempre più “una luce per il mondo”. Vi basta?

Enzo Zappa

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La pagina di Carmen Meo Fiorot

Carissima Carmen,
ti ringrazio infinitamente per aver capito la mia richiesta d’aiuto. Ho apprezzato moltissimo quel tuo modo straordinario, (cosi solo tu sai Essere), quando mi hai gridato: Vieni a rifarti il Corso».
Il primo, frequentato quattro anni fa. con mio marito e mia .figlia, mi ha aiutato molto nella vita quotidiana, nei rapporti con le persone, nelle decisioni importanti, ma soprattutto nel rapporto con me stessa. Ho acquisito la consapevolezza di avere la mia individualità, la mia personalità, il mio modo di essere, con le mie emozioni, i miei punti di vista, il mio pezzetto di specchio rotto, (la mia verità). Ho imparato a rispettare quella degli altri, a saper cogliere dalla verità altrui le cose migliori e farle mie. Sono consapevole che molta strada devo ancora percorrere, per migliorarmi e capirmi.
Se ho cercato ancora il tuo aiuto è perché grande stima, affetto, animi-razione, mi legano a te. Sono sicura che, ancora una volta, con la tua grande conoscenza, saprai indicarmi la giusta via per uscire da questo periodo piuttosto buio.
Il Seminar di ottobre è stato una cosa stupenda, meravigliosa. Mi sono stupita, meravigliata della trasformazione avvenuta anche in te (io ti consideravo perfetta già quattro anni fa), oggi ti definirei carismatica senza ombra di dubbio.
Carissima amica, sono fragilissima, ho la sensazione di Essere, ma non Sono ancora io. La parte creativa, la sognatrice in me, mi ha permesso di sopravvivere in questo deserto arido, ma è ben diverso dal Vivere. Credo che ognuno di noi possa amare, comprendere ed aiutare gli altri, solo realizzando se stesso, credo questo sia uno dei doni della vita: avere successo nella vita, per me va ben oltre all’essere ricco economicamente.
Questa mia vita, immagino sia una grande autostrada con dossi, cunette e curve; dove bisogna fermarsi un po’, riflettere, analizzare, riconsiderare, trovare la forza per decidere ed essere pronti a pagarne il prezzo (le conseguenze). Purtroppo ho soffocato. seppellito i miei talenti, e finché non riuscirò ad esprimerli ed usarli (penso sia questo il motivo per cui ci sono stati donati), non sarà possibile trasformare sogni e desideri in progetti ed obiettivi e… senza sogni, desideri e progetti è come morire ogni giorno un po’. Un infinito grazie per quello che mi doni con il tuo infinito amore.
Un abbraccio, ciao.

Giovanna Cappellotto
(mamma – Treviso)

Cara Giovanna, hai fatto già tanta strada portando a livello di coscienza i tuoi sogni, i tuoi desideri, le tue aspirazioni. Hai capito che non puoi continuare a somatizzare, ad ammalarti, a danneggiare te stessa e i tuoi cari. Hai compreso ciò che io sostengo ai corsi di Dinamica Mentale Base e di Creatività, che equilibrio, serenità, felicità non piovono dal cielo, ma sono una lunga, faticosa e diuturna conquista.
Ora, continua il tuo percorso. So che stai frequentando l’ATI, e che frequenterai il Corso di Coppia, il TG, l’Al e così via. Ogni Corso ti aiuterà a fare un po’ di cammino.
Con tutta la ricchezza che hai dentro, diventerai una creatura splendida. E così potrai aiutare meglio il tuo uomo e le tue creature. A tuo figlio, di’ che mi sono molto commossa quando, al Corso di Creatività dei bambini, avendo io chiesto: «Qual è il ricordo più bello della vostra vita», ha detto: «Il primo giorno che son venuto da Carmen al CiDiCì». Dagli un forte abbraccio per me.

Carmen


Cara Carmen,
dopo aver partecipato al Corso di Dinamica Mentale ed essere uscita entusiasta da quella esperienza, non è passato molto tempo che subito dopo mi sono iscritta a quello di Creatività.
Quest’ultimo, oltre che sul piano personale, ha influito positivamente anche su quello professionale, in quanto insegno attività artistiche in un Centro per portatori di handicap. La cosa più interessante è che la stessa Provincia, organo da cui dipendo, lo ha considerato un vero e proprio corso d’aggiornamento, e quindi mi ha sostenuta completamente nelle spese. Scrivo questo perché reputo importante che, come me, altre persone seguano il mio esempio e facciano tesoro di questi corsi, che sono un arricchimento al proprio bagaglio d’esperienza e non solo, ma per chi lo sapesse già, o non ne avesse fatta ancora conoscenza, lì può trovare amici veri, amore vero, senza tornaconto. E con ciò voglio sottolineare, e non è mai abbastanza, tutta la mia gratitudine e tutto il mio affetto che vanno a Te cara Carmen!!!
Un abbraccio forte con tutto il cuore

Mara Bignotto
(insegnante Bolzano)

Grazie, carissima Mara. per la tua lettera che mi è giunta oltremodo gradita. La tua è una testimonianza molto importante. Era ora che gli Enti Pubblici – nel tuo caso la provincia dì Bolzano – riconoscessero a Corso di Creatività come Corso di Aggiornamento.
Mi auguro che anche da altre città continuino ad arrivare insegnanti ed educatori di ogni ordine e grado.
La creatività aiuta tutti e dà a ciascuno la possibilità di fare le scelte giuste in ogni campo. E particolarmente preziosa per chi -come nel caso tuo e della tua collega che è venuta al corso con te – si assuma il compito di stare accanto a persone con problemi.
Ciao, carissima. Tanti auguri per la tua opera educativa. Ti abbraccio

Carmen


Al corso di Creatività

Senso di incredulità per questa meravigliosa capacità di lasciarsi andare e riuscire a riferire tante diverse sensazioni, e poi gratitudine per essere qui e partecipare a un momento così importante, unico, irripetibile – perché io non ricordo mai i miei sogni – in passato mi capitava, ma erano sempre incubi tremendi. Ero sempre abbandonata, dimenticata, perché l’incapacità di essere me stessa, forse non so come sono, forse ho sempre cercato di essere buona, servizievole, studiosa ecc., per essere accettata e forse amata, perché non avevo le doti per essere amata gratuitamente.

Giuliana
(Prof. di Francese – Varese)

Giuliana cara, è incredibile come una persona bella, colta, fine, sensi-bile, quale sei tu, tema di non essere amata. Ora, tu sai qual è il lavoro che puoi fare su te stessa per riconquistare autostima ed amore. Poi, gli altri ti percepiranno come tu ti percepirai. Forza, dunque, fuori le antenne e il desiderio. La vita può ricominciare, sempre.

Carmen


Con amore

Gianni Verzelloni
Industriale – Modena

Gianni caro, se la sigla-simbolo del mio Centro di Creatività, il sole, sigla nata molte decine di anni fa, desse a tutti quelli che vengono a frequentare i nostri Corsi la spinta spirituale che ha dato a te, persona già pienamente realizzata, io vera-mente potrei dire: “la mia vita ha avuto un senso”. Sei un uomo meraviglioso, sensibile, intelligente, pieno di calore umano, ed io mi ritengo molto fortunata di averti oggi fra noi, attivo ed entusiasta, in questa grande opera sociale in cui fortemente crediamo. A te, e ai tuoi, un abbraccio.

Carmen


Dopo la presentazione da parte di Carmen Meo Fiorot del libro “Energia Mentale e Pensiero Positivo” a Isla Muyeres, Quintana Roo, Messico, una tra le moltissime lettere ricevute (tradotta dallo spagnolo):

Signora Carmen, credo che la mia vita da oggi cambierà: imparerò a pensare positivamente, sempre. Io desidero essere felice e riuscirò ad esserlo. La ammiro tantissimo perché, come lei ci ha detto, è partita dal nulla e ha saputo innalzarsi, andar avanti nonostante la limitatezza di possibilità della sua famiglia, ed oggi è una persona riconosciuta in tutto il mondo. E questo per lei dev’essere magnifico. Ora lei sta diffondendo tutta l’energia positiva e la sua buona volontà in un libro che mi piacerebbe tanto avere perché è meraviglioso. Per favore, dica a sua sorella Franca che io e i miei compagni siamo felici che grazie a Dio, ora sta bene. Le dica anche che il suo racconto Asco è prezioso, e che fa brillare la sua tormentata e dolorosa vita, e fa vibrare tutte le persone che lo leggono per le cose così preziose che dice. Grazie, signora Carmen, per essere venuta ancora una volta nella nostra isola, a renderci felici. Che Dio la benedica.

Susanna Flores Godoy
(Studentessa dell’Istituto per il Baccellierato),
Isla Muyeres, Q. Roo
7 gennaio ’95

Nota della Redazione: La dott.ssa Carmen Meo Fiorot è vicepresidente dell’Accademia Europea C.R.S.-I.D.E.A., direttrice dell’Istituto di Dinamica Educativa Alternativa e del Centro di Creatività. psicologa abilitata e Istruttrice di Dinamica Mentale Base e di Creatività, Sogni e Psicodramma.

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Informazioni sul corso annuale di specializzazione per Istruttori di Dinamica Mentale

Nella sua relazione sulla prova finale del Corso Istruttori 1993-94 (vedi N°2 – Settembre ’94 di “Mente Arnica”) la Commissione Esaminatrice ha ritenuto “doveroso esprimere agli Enti interessati che questo Corso si è svolto in modo ottimale e in forma tradizionale, dimostrando l’efficienza dello staff dirigenziale e docente di questa scuola di formazione umana e sociale. […] Le tesi presentate e discusse in sede d ‘esame in modo esauriente e approfondito da tutti candidati (in particolare quella di un medico) documentano una precisa e specifica ricerca scientifica relativa alle modificazioni positive effettuate dall’applicazione delle tecniche di Dinamica Mentale del dott. Marcella Bonazzola h.c. […] e la dimostrazione di quanto gli specializzati potranno apportare nell’attività sociale e nella distribuzione di benessere psicofisico e di miglioramento umano”.

Questa dichiarazione è particolarmente significativa poiché riconosce un risultato per noi importante: l’esperienza fatta negli ultimi due corsi per Istruttori ci ha infatti consentito di mettere a punto programma e materiali didattici adeguati a stabilizzare il corso, a renderlo coerente, coordinato e riproducibile “in forma tradizionale” (come dice la Commissione) garantendo cosi la sua efficacia e la sua qualificazione.

Ritengo perciò utile dare informazioni aggiornate sul Corso Istruttori, in modo che referenti, coordinatori e responsabili didattici dei centri possano parlarne con buona conoscenza.

Requisiti per l’accesso all’Istituto

a) Diploma di Scuola Media Superiore.

b) Diploma di Operatore Socioculturale per il Volontariato.

c) Coordinatore attivo ed esperto (salvo particolari eccezioni) non solo nella conduzione di gruppi, ma anche nella gestione del Centro (coordinamento, addestramenti) e nella vita associativa (presenza significativa nei rapporti interpersonali ed eventuali iniziative esterne: terza eta, scuola, ecc.)

d) Motivazione fondata e responsabile, da verificare in un

e) Colloquio, al cui esito positivo é subordinata l’ammissione in Istituto.

f) Requisiti “minimi”, umani e culturali: non significa richiedere un modello standard di istruttore, poiché siamo molto attenti a capire e valorizzare la personalità di ciascuno e la sua libertà di espressione, ma avere ben presenti alcuni punti che riteniamo fondamentali:

  1. L’ allievo istruttore dovrebbe essere una persona che fa consapevolmente ed efficacemente sviluppo personale, dato che trasmette agli altri ciò che e prima di ciò che sa.
    Ricerca, scopre, riconosce e realizza le sue potenzialità naturali (a questo serve Dinamica Mentale) per migliorare continuamente il proprio equilibrio e la propria qualità di vita: è ciò che deve insegnare anche agli altri.
    È una persona già ben avviata sulla strada dell’autorealizzazione, intesa concretamente come conquistare il benessere, mantenerlo, distribuirlo. Non è un turista occasionale sui territori dello sviluppo, ma un viaggiatore di professione: capace di viaggiare bene in proprio, di cavarsela sempre e bene da solo, ma anche di essere un buon compagno di viaggio per chi fa un tratto di strada con lui.
  2. È una persona che sa accogliere la diversità dell’altro (magari superando la propria resistenza) e rispetta profondamente chiunque (un’altra persona, un gruppo, la classe di un corso), a cominciare dal rispetto per se stessa.
  3. Una persona che non si sente arrivata, prodotto finito e perfetto, ma sa rimettersi in discussione quando serve, rivedere il suo modo di pensare e di agire, aprirsi a nuove esperienze.
  4. Una persona positiva, costruttiva, che sviluppa in se stessa e negli altri l’entusiasmo per le proprie aspirazioni, per i progetti comuni, e la fiducia nelle possibilità di realizzazione.
  5. Ha un reale, profondo, sentito interesse per la materia che vuole approfondire e poi insegnare: la psicocibernetica, il potenziale umano, lo sviluppo personale, autorealizzazione, il campo del mentale e tutto quanto riguarda la conoscenza specifica (approfondimenti scientifici e umanistici) del metodo di Dinamica Menta-le Base.
  6. Possiede una cultura di base sufficiente a garantire un linguaggio corretto, chiarezza espositiva, capacità di parlare efficacemente agli altri e di farsi capire, in modo da trasmettere correttamente le tecniche del metodo a un pubblico eterogeneo, composto per il 26,4% da impiegati, 10% casalinghe, 9,6% operai, 9,3% liberi professionisti, 9,3% studenti, 6,8% commercianti, 6,1% insegnanti, 4,6% ,artigiani, 3,1% paramedici, 2,6% pensionati (prime 10 categorie).
    Titolo di studio: 4,5% licenza elementare, 29,5% media inferiore, 53,4% diploma, 12,8% laurea. Queste persone, oltre che indotte a capire e praticare correttamente Dinamica Mentale, vanno anche stimolate altrettanto correttamente all’autorealizzazione non con prediche motivazionali, ma risvegliando in loro la parte più sana, vitale e positiva, cosi da renderli viaggiatori autonomi e responsabili.
  7. 7) Una persona organizzata (capace di programmarsi mentalmente) e che sa organizzare, decidere, coinvolgere gli altri, ma senza usarli, né manipolarli, né condizionarli alle proprie opinioni o ai propri interessi.
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Programma del corso istruttori

La materia d’insegnamento è il Metodo di Dinamica Mentale Base, e comporta due momenti didattici:

a) L’addestramento pratico per preparare gli allievi istruttori ad andare in sala a fare il corso. L’addestramento prevede:

  1. lezioni teoriche in istituto (l’ anno accademico),
  2. tirocinio pratico in sala (le assistenze ai corsi);

b) L’approfondimento scientifico ed umanistico della materia, cioè la cultura del mentale, che a sua volta prevede due modalità di approccio:

  1. cosa possiamo dire sul mentale (cenni storici, teorie sulla mente e sulle sue modalità di funzionamento, semplificazioni didattiche, ecc.) per lavorare con riferimenti precisi;
  2. cosa significa per ciascuno di noi praticare, vivere, essere il mentale, e ciò viene fatto mediante “impressioni soggettive da cui trarre profitto”.

Non ci limitiamo cioè a dire qualcosa sul mentale in termini di ipotesi scientifiche, ma lo pratichiamo direttamente (lo viviamo, lo siamo) lavorando su due piste parallele: il dato scientifico e l’impressione soggettiva. Si tratta cioè di mettere al lavoro mente razionale e mente intuitiva in sintonia verso lo stesso obiettivo: la conoscenza di ciò che siamo e di ciò che facciamo quando usiamo consapevolmente la nostra mente: condizione indispensabile per poter insegnare anche agli altri ad usare la loro.

II programma, pertanto, si svolge seguendo il filone del corso. dal-l’introduzione al Ciclo Luce, e inserendo opportunamente per ciascun ciclo i dati di approfondimento specifici e i riferimenti culturali di carattere più generale.

Ad esempio, dopo aver messo a punto la spiegazione tecnica del rilassamento totale, si approfondiscono i seguenti argomenti: benefici fisici e psichici del rilassamento, come si formano le tensioni muscolari, le resistenze al rilassamento, rilassamento e stati d’ansia, equilibrio e cambiamento nel rilassamento.

Oppure, dopo la spiegazione tecnica del ciclo di proiezione nella materia, si cerca di capire come mai il metodo di D.M.B. ci inizia a questo particolare addestramento per rendere la mente sempre più efficace e potente mediante l’esercizio dei cinque sensi a livello soggettivo, l’attitudine a superare barriere, l’espansione di consapevolezza e ii gioco dei diversi punti di vista. Cosi per tutti gli altri cicli, fino al Ciclo Luce.

Ma il metodo di D.M.B. non è soltanto un insieme coerente di tecniche utili per rilassarsi, risolvere un mal di testa, superare la timidezza, vincere una paura, programmare al meglio la propria giornata, ecc.

Considerato non solo per i risultati pratici che determina, ma analizzato anche dal punto di vista scientifico, umanistico, psicologico, sociologico (vedi i contributi del prof. Sabino Acquaviva) e politico-istituzionale (vedi l’interpretazione del prof. Dino Fiorot), il metodo di Dinamica Mentale si rivela molto più ricco e profondo di quanto non appaia in superficie a chi lo apprende per la prima volta al Base, magari preoccupato solo d’imparare a rilassarsi o a smettere di fumare.

Già la semplice discesa ai livelli, ottenuta mediante gli agganci psicologici con i colori della scala cromatica, contiene l’indicazione per un percorso di sviluppo personale sufficiente a garantire benessere ed alta qualità di vita a chi pratica abitualmente il rilassamento totale secondo la tecnica del metodo. Vedi: “Educarsi all’autorigenerazione: la scala cromatica” del prof. Alberto Vecchi.

A chiunque colga, anche solo in parte, le grandi possibilità di sviluppo personale che il Base contiene e suggerisce, si pone l’allettante progetto di come approfondire questa vasta e interdisciplinare materia, che va dalla fisiologia del cervello alla psicologia applicata, dalla psicocibernetica alla “cibernetica sociale” (Marcello Bonazzola), dalla logica alto “stato alterato” di coscienza, dalla filosofia della mente alla filosofia della vita, dallo sviluppo personale allo sviluppo collettivo.

In particolare, ed oltre le predilezioni e le scelte individuali che determinano ogni percorso di crescita, comune a tutti quanti non si limitano ad usare le tecniche di D.M.B., ma di queste tecniche vogliono conoscere presupposti, implicazioni e prospettive (come credo sia obbligatorio per un istruttore di D.M.B.), è la necessità di approfondire alcuni temi che sono propri (e tecnici) del metodo, cioè che ne costituiscono la base e ne garantiscono l’efficacia: l’immagine e la visualizzazione creativa, il colore, il simbolo, lo stadio alpha, la psicocibernetica, la proiezione mentale e quanto rientra nell’interpretazione (e nello sviluppo) che ognuno da delle “frasi positive per progredire ” e delle “frasi che proiettano verso il successo“.

Tutto questo come condizione sufficiente a costruire quella base comune di conoscenza (compito dell’Istituto) da cui proseguire poi, secondo l’interesse culturale e l’aspirazione spirituale di ognuno, lungo la propria via per l’autorealizzazione (compito di ciascun istruttore) con tecniche applicate di D.M.B.

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Temi d’approfondimento del metodo

Non è facile racchiudere in una mappa un terreno di sviluppo così vasto, aperto a molti possibili (originali, inesplorati) percorsi. Pur non amando le schematizzazioni e detestando i passaggi obbligati, sono però convinto che chiunque voglia approfondire scientificamente e umanisticamente Dinamica Mentale Base finisca per passare, prima o poi, su questi sentieri che, per necessità di logica e di brevità, sintetizzo nel seguente schema ridotto all’osso, convinto che chi voglia fare l’istruttore di D.M.B. (e quindi pratica già da tempo, magari in modo occasionale e non coordinato, cioè non didattico, questi temi) sappia esattamente a cosa mi riferisco.

1) Presupposti

L’organismo umano e la sua tendenza direzionale attualizzante. Il Progetto Vita e il Programma Uomo. La psicologia dell’autorealizzazione e le peak experiences, fra le quali i nostri corsi del Programma Socio-Culturale di Base di Dinamica Educativa Innovativa – Ambito: Ecologia Mentale. Lo sviluppo personale e collettivo. Il Progetto Permanente di Dinamica Educativa Alternativa dell’Accademia Europea CRS-IDEA.

2) La mente dell’uomo

Il problema mente-cervello e mente-corpo. Le principali teorie sulla mente. La mente intesa in senso cibernetico. Le semplificazioni tecniche sulla mente nella didattica del Base. Le caratteristiche di una mente ben fun-zionante. Quella famosa bicicletta.

3) L’immagine e la visualizzazione creativa

L’immagine e le principali caratteristiche dell’immagine. L’immaginazione creativa. La visualizzazione guidata. La forza delle immagini visualizzate in stato di rilassamento per determinare processi di sviluppo personale: salute, carattere, comportamento, lavoro, vita di relazione, ecc.

Questo lavoro è finalizzato ad ottenere i seguenti risultati:

a) una migliore visualizzazione soggettiva, derivata dalla maggiore consapevolezza dell’atto del vedere.

b) La diminuzione degli schemi mentali e una maggiore apertura allo sviluppo personale, conseguenza della maggiore attenzione alla percezione e della capacità di vedere in modo meno automatico e frammentario, più profondo e complessivo. Imparare a capire vedendo, non solo pensando e ragionando.

c) Approccio più libero e consapevole all’immaginario (personale e collettivo) grazie alla conoscenza dei diversi livelli di lettura dell’immagine.

d) Uso delle immagini più attento e consapevole nella pratica delle tecniche di D.M.B.: non solo una migliore visualizzazione, ma un forte stimolo all’immaginazione creativa finalizzata tanto al raggiungimento di obiettivi pratici, quanto alla scoperta, alla conoscenza e alla realizzazione di sé.

4) Il colore

Elementi di fisica, fisiologia, psicologia e simbologia del colore.

5) Il simbolo

Gli aspetti più comuni (caratteristici) del simbolo e delle immagini simboli-che che affiorano praticando il metodo di D.M.B.

6) La proiezione mentale

Mente razionale e mente intuitiva. Il profondo livello intuitivo, immaginativo, creativo, ispirato di laboratorio. Le impressioni soggettive da cui trarre profitto. Implicazioni, significati e prospettive dell’addestramento mentale che inizia al Base col ciclo di proiezione nella materia e si conclude (per poi continuare individualmente) col Ciclo Luce.

7) Il cambio di paradigma

Il cambio di paradigma attualmente in corso nelle varie discipline del sapere sta portando all’affrancamento da una visione del mondo meccanicistica, riduzionistica, per aprirsi a una visione sistemica, olistica, ecologica, secondo un’ottica globale e secondo una nuova saggezza che comporta un’interazione pratica, continua, fra intuizione mistica e analisi scientifica, fra mente intuitiva e mente razionale.

Il contributo di Dinamica Mentale al cambio di paradigma può consistere nel fatto che Dinamica è un possibile strumento proprio per questa interazione: riunire mente intuitiva e mente razionale ben addestrate in un unico processo che comporta non solo l’equilibrio dei quattro livelli, dei due emisferi cerebrali, della personalità e del comportamento, ma anche un entusiasmante ed aggiornato percorso di sviluppo personale che si realizza tanto nel contesto socioculturale di base quanto nel contesto culturale di frontiera che stiamo vivendo alle soglie del Duemila.

Aggiornamento

Conseguito il diploma di “Istruttore di Dinamica Mentale”, i neodiplomati possono rifrequentare il corso dell’anno accademico successivo in Istituto per mettere a punto meglio la loro preparazione teorica.

Inoltre, anche se stanno ancora continuando il tirocinio pratico (le assistenze), possono essere aggregati agli istruttori già operativi in alcune iniziative d’aggiornamento, come è avvenuto recentemente nel corso di Programmazione Neurolinguistica: Syntonic Training.

Per l’aggiornamento degli istruttori già operativi è infatti previsto un corso d’aggiornamento all’anno, oltre a due o tre riunioni annuali che possono essere:

a) organizzative, per l’attività dei corsi, dei centri, dei programmi dell’ Accademia;

b) didattiche, per discutere e verifica-re insieme vari aspetti della didattica e della distribuzione del metodo;

c) aggiornamento: ad esempio, riunioni di verifica e approfondimento di Syntonic Training.

mente amica lettera d'amore di marcello bonazzola
Lettera d’amore

Caro operatore socioculturale per il volontariato, non cedere mai alle suggestioni delle scienze perdute; facili scorciatoie, avvallate magari, da tarocchi e pendolini, fatti ballare da figuri strani che si nutrono dell’altrui libero arbitrio.

Tieniti ben stretta la conquistata capacità di discernere e di sceverare. Coltiva con «furore» la qualità della tua libertà: la discrezionalità.

Non tutto quello che «molti» applaudono è «ragionevole»; spesso è solo immaturo consenso, quando non comoda rinuncia alla responsabilità. Questo non deve certo significare acritica adesione a posizioni «comunque» controcorrente e nemmeno irragionevole opposizione a conclusioni non condivise; vuole solo essere un invito a mantenere sempre viva l’attenzione nei confronti di qualsiasi appiattimento verso una qualsivoglia altrui gestione: «che magari va meglio».

In questi anni, hai cercato di apprendere il più possibile per capire te stesso e il mondo che ti circondava e che ancora ti circonda; hai imparato a capitalizzare il tuo sapere in ogni più piccola azione del tuo vivere quotidiano; hai consapevolizzato ogni tuo atto per acquisire quella esperienza che solo «la conoscenza» nell’azione può dare, ora ogni tuo sforzo deve tendere alla riconciliazione con te stesso, per quello che hai preso coscienza di essere e per quello che hai fatto, fai e farai; con gli altri, come «te stesso» in loro e come solidali compagni di viaggio nell’avventura della vita; con le regole che dovrebbero qualificare i rapporti con la società civile e con quell’Universo che «soggettivamente» vale in quanto tu esisti ma che oggettivamente» esiste al di là della tua esistenza.

Del senso da dare alla riconciliazione, ti dirò, un’altra volta; per questa, mi fermo al nocciolo di questa mia lettera d’amore: «non cedere alle suggestioni delle scienze perdute»; nessuna di esse è in grado di dare un qualsiasi senso alla vita.

tuo Ma.Bo.

mente-amica-la-mongolfiera
La mongolfiera

Storia e pannello elaborati dagli allievi del Corso di Creatività per adulti.

Padova, novembre 1994

mente amica mongolfiera

C’era una volta un gruppo di 14 bambini che si sentivano meravigliosi.

Giocavano insieme e si volevano bene. Un giorno, uno di loro disse: “Siamo meravigliosi, peccato che non ci sia concesso di volare come i gabbiani, le rondini, le aquile. Sarebbe fantastico”.

Sognavano di librarsi nel cielo, ma pensavano di non poterlo fare. Ad un tratto, uno di loro disse: “Se siamo meravigliosi, possiamo fare meraviglie e quindi possiamo anche trovare il modo per volare”.

Si abbracciarono, felici di aver raggiunto la consapevolezza di poter ottenere ciò che desideravano: e pensarono di costruire una mongolfiera.. Fecero un elenco dettagliato e partirono alla ricerca di tutto il materiale necessario.

In tre giorni, la mongolfiera era pronta. Erano emozionati, perché tra poco avrebbero volato. Uno alla volta, piano piano, salirono nel cesto. Il più piccolino, però, non riusciva a salire, ma gli altri non volevano lasciarlo a terra, e lo aiutarono gridando: “Vieni anche tu, perché sei meraviglioso, e senza te non possiamo volare”.

Appena furono tutti a bordo, la mongolfiera si alzò. I bimbi si affacciarono colmi di stupore. Il prato si faceva sempre più piccolo, il cielo più vicino.

“Com’è bella la terra dall’alto” gridò il più piccino. “Guardate, quello è il mare” esclamò un altro bimbo. E tutti gridavano la loro felicità perché finalmente stavano salendo, sempre più in alto.

Gli uccelli del cielo e i gabbiani del mare andarono loro incontro per festeggiarli. E giravano attorno alla mongolfiera, formando un cerchio bianco-rosato nel cielo. Le nuvole erano vicine, e i bimbi, allungando le mani, le toccavano e ne prendevano dei pezzetti da mettere in tasca per portarli in dono alle persone amate.