Informazioni sul corso annuale di specializzazione per Istruttori di Dinamica Mentale

Nella sua relazione sulla prova finale del Corso Istruttori 1993-94 (vedi N°2 – Settembre ’94 di “Mente Arnica”) la Commissione Esaminatrice ha ritenuto “doveroso esprimere agli Enti interessati che questo Corso si è svolto in modo ottimale e in forma tradizionale, dimostrando l’efficienza dello staff dirigenziale e docente di questa scuola di formazione umana e sociale. […] Le tesi presentate e discusse in sede d ‘esame in modo esauriente e approfondito da tutti candidati (in particolare quella di un medico) documentano una precisa e specifica ricerca scientifica relativa alle modificazioni positive effettuate dall’applicazione delle tecniche di Dinamica Mentale del dott. Marcella Bonazzola h.c. […] e la dimostrazione di quanto gli specializzati potranno apportare nell’attività sociale e nella distribuzione di benessere psicofisico e di miglioramento umano”.

Questa dichiarazione è particolarmente significativa poiché riconosce un risultato per noi importante: l’esperienza fatta negli ultimi due corsi per Istruttori ci ha infatti consentito di mettere a punto programma e materiali didattici adeguati a stabilizzare il corso, a renderlo coerente, coordinato e riproducibile “in forma tradizionale” (come dice la Commissione) garantendo cosi la sua efficacia e la sua qualificazione.

Ritengo perciò utile dare informazioni aggiornate sul Corso Istruttori, in modo che referenti, coordinatori e responsabili didattici dei centri possano parlarne con buona conoscenza.

Requisiti per l’accesso all’Istituto

a) Diploma di Scuola Media Superiore.

b) Diploma di Operatore Socioculturale per il Volontariato.

c) Coordinatore attivo ed esperto (salvo particolari eccezioni) non solo nella conduzione di gruppi, ma anche nella gestione del Centro (coordinamento, addestramenti) e nella vita associativa (presenza significativa nei rapporti interpersonali ed eventuali iniziative esterne: terza eta, scuola, ecc.)

d) Motivazione fondata e responsabile, da verificare in un

e) Colloquio, al cui esito positivo é subordinata l’ammissione in Istituto.

f) Requisiti “minimi”, umani e culturali: non significa richiedere un modello standard di istruttore, poiché siamo molto attenti a capire e valorizzare la personalità di ciascuno e la sua libertà di espressione, ma avere ben presenti alcuni punti che riteniamo fondamentali:

  1. L’ allievo istruttore dovrebbe essere una persona che fa consapevolmente ed efficacemente sviluppo personale, dato che trasmette agli altri ciò che e prima di ciò che sa.
    Ricerca, scopre, riconosce e realizza le sue potenzialità naturali (a questo serve Dinamica Mentale) per migliorare continuamente il proprio equilibrio e la propria qualità di vita: è ciò che deve insegnare anche agli altri.
    È una persona già ben avviata sulla strada dell’autorealizzazione, intesa concretamente come conquistare il benessere, mantenerlo, distribuirlo. Non è un turista occasionale sui territori dello sviluppo, ma un viaggiatore di professione: capace di viaggiare bene in proprio, di cavarsela sempre e bene da solo, ma anche di essere un buon compagno di viaggio per chi fa un tratto di strada con lui.
  2. È una persona che sa accogliere la diversità dell’altro (magari superando la propria resistenza) e rispetta profondamente chiunque (un’altra persona, un gruppo, la classe di un corso), a cominciare dal rispetto per se stessa.
  3. Una persona che non si sente arrivata, prodotto finito e perfetto, ma sa rimettersi in discussione quando serve, rivedere il suo modo di pensare e di agire, aprirsi a nuove esperienze.
  4. Una persona positiva, costruttiva, che sviluppa in se stessa e negli altri l’entusiasmo per le proprie aspirazioni, per i progetti comuni, e la fiducia nelle possibilità di realizzazione.
  5. Ha un reale, profondo, sentito interesse per la materia che vuole approfondire e poi insegnare: la psicocibernetica, il potenziale umano, lo sviluppo personale, autorealizzazione, il campo del mentale e tutto quanto riguarda la conoscenza specifica (approfondimenti scientifici e umanistici) del metodo di Dinamica Menta-le Base.
  6. Possiede una cultura di base sufficiente a garantire un linguaggio corretto, chiarezza espositiva, capacità di parlare efficacemente agli altri e di farsi capire, in modo da trasmettere correttamente le tecniche del metodo a un pubblico eterogeneo, composto per il 26,4% da impiegati, 10% casalinghe, 9,6% operai, 9,3% liberi professionisti, 9,3% studenti, 6,8% commercianti, 6,1% insegnanti, 4,6% ,artigiani, 3,1% paramedici, 2,6% pensionati (prime 10 categorie).
    Titolo di studio: 4,5% licenza elementare, 29,5% media inferiore, 53,4% diploma, 12,8% laurea. Queste persone, oltre che indotte a capire e praticare correttamente Dinamica Mentale, vanno anche stimolate altrettanto correttamente all’autorealizzazione non con prediche motivazionali, ma risvegliando in loro la parte più sana, vitale e positiva, cosi da renderli viaggiatori autonomi e responsabili.
  7. 7) Una persona organizzata (capace di programmarsi mentalmente) e che sa organizzare, decidere, coinvolgere gli altri, ma senza usarli, né manipolarli, né condizionarli alle proprie opinioni o ai propri interessi.
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Programma del corso istruttori

La materia d’insegnamento è il Metodo di Dinamica Mentale Base, e comporta due momenti didattici:

a) L’addestramento pratico per preparare gli allievi istruttori ad andare in sala a fare il corso. L’addestramento prevede:

  1. lezioni teoriche in istituto (l’ anno accademico),
  2. tirocinio pratico in sala (le assistenze ai corsi);

b) L’approfondimento scientifico ed umanistico della materia, cioè la cultura del mentale, che a sua volta prevede due modalità di approccio:

  1. cosa possiamo dire sul mentale (cenni storici, teorie sulla mente e sulle sue modalità di funzionamento, semplificazioni didattiche, ecc.) per lavorare con riferimenti precisi;
  2. cosa significa per ciascuno di noi praticare, vivere, essere il mentale, e ciò viene fatto mediante “impressioni soggettive da cui trarre profitto”.

Non ci limitiamo cioè a dire qualcosa sul mentale in termini di ipotesi scientifiche, ma lo pratichiamo direttamente (lo viviamo, lo siamo) lavorando su due piste parallele: il dato scientifico e l’impressione soggettiva. Si tratta cioè di mettere al lavoro mente razionale e mente intuitiva in sintonia verso lo stesso obiettivo: la conoscenza di ciò che siamo e di ciò che facciamo quando usiamo consapevolmente la nostra mente: condizione indispensabile per poter insegnare anche agli altri ad usare la loro.

II programma, pertanto, si svolge seguendo il filone del corso. dal-l’introduzione al Ciclo Luce, e inserendo opportunamente per ciascun ciclo i dati di approfondimento specifici e i riferimenti culturali di carattere più generale.

Ad esempio, dopo aver messo a punto la spiegazione tecnica del rilassamento totale, si approfondiscono i seguenti argomenti: benefici fisici e psichici del rilassamento, come si formano le tensioni muscolari, le resistenze al rilassamento, rilassamento e stati d’ansia, equilibrio e cambiamento nel rilassamento.

Oppure, dopo la spiegazione tecnica del ciclo di proiezione nella materia, si cerca di capire come mai il metodo di D.M.B. ci inizia a questo particolare addestramento per rendere la mente sempre più efficace e potente mediante l’esercizio dei cinque sensi a livello soggettivo, l’attitudine a superare barriere, l’espansione di consapevolezza e ii gioco dei diversi punti di vista. Cosi per tutti gli altri cicli, fino al Ciclo Luce.

Ma il metodo di D.M.B. non è soltanto un insieme coerente di tecniche utili per rilassarsi, risolvere un mal di testa, superare la timidezza, vincere una paura, programmare al meglio la propria giornata, ecc.

Considerato non solo per i risultati pratici che determina, ma analizzato anche dal punto di vista scientifico, umanistico, psicologico, sociologico (vedi i contributi del prof. Sabino Acquaviva) e politico-istituzionale (vedi l’interpretazione del prof. Dino Fiorot), il metodo di Dinamica Mentale si rivela molto più ricco e profondo di quanto non appaia in superficie a chi lo apprende per la prima volta al Base, magari preoccupato solo d’imparare a rilassarsi o a smettere di fumare.

Già la semplice discesa ai livelli, ottenuta mediante gli agganci psicologici con i colori della scala cromatica, contiene l’indicazione per un percorso di sviluppo personale sufficiente a garantire benessere ed alta qualità di vita a chi pratica abitualmente il rilassamento totale secondo la tecnica del metodo. Vedi: “Educarsi all’autorigenerazione: la scala cromatica” del prof. Alberto Vecchi.

A chiunque colga, anche solo in parte, le grandi possibilità di sviluppo personale che il Base contiene e suggerisce, si pone l’allettante progetto di come approfondire questa vasta e interdisciplinare materia, che va dalla fisiologia del cervello alla psicologia applicata, dalla psicocibernetica alla “cibernetica sociale” (Marcello Bonazzola), dalla logica alto “stato alterato” di coscienza, dalla filosofia della mente alla filosofia della vita, dallo sviluppo personale allo sviluppo collettivo.

In particolare, ed oltre le predilezioni e le scelte individuali che determinano ogni percorso di crescita, comune a tutti quanti non si limitano ad usare le tecniche di D.M.B., ma di queste tecniche vogliono conoscere presupposti, implicazioni e prospettive (come credo sia obbligatorio per un istruttore di D.M.B.), è la necessità di approfondire alcuni temi che sono propri (e tecnici) del metodo, cioè che ne costituiscono la base e ne garantiscono l’efficacia: l’immagine e la visualizzazione creativa, il colore, il simbolo, lo stadio alpha, la psicocibernetica, la proiezione mentale e quanto rientra nell’interpretazione (e nello sviluppo) che ognuno da delle “frasi positive per progredire ” e delle “frasi che proiettano verso il successo“.

Tutto questo come condizione sufficiente a costruire quella base comune di conoscenza (compito dell’Istituto) da cui proseguire poi, secondo l’interesse culturale e l’aspirazione spirituale di ognuno, lungo la propria via per l’autorealizzazione (compito di ciascun istruttore) con tecniche applicate di D.M.B.

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Temi d’approfondimento del metodo

Non è facile racchiudere in una mappa un terreno di sviluppo così vasto, aperto a molti possibili (originali, inesplorati) percorsi. Pur non amando le schematizzazioni e detestando i passaggi obbligati, sono però convinto che chiunque voglia approfondire scientificamente e umanisticamente Dinamica Mentale Base finisca per passare, prima o poi, su questi sentieri che, per necessità di logica e di brevità, sintetizzo nel seguente schema ridotto all’osso, convinto che chi voglia fare l’istruttore di D.M.B. (e quindi pratica già da tempo, magari in modo occasionale e non coordinato, cioè non didattico, questi temi) sappia esattamente a cosa mi riferisco.

1) Presupposti

L’organismo umano e la sua tendenza direzionale attualizzante. Il Progetto Vita e il Programma Uomo. La psicologia dell’autorealizzazione e le peak experiences, fra le quali i nostri corsi del Programma Socio-Culturale di Base di Dinamica Educativa Innovativa – Ambito: Ecologia Mentale. Lo sviluppo personale e collettivo. Il Progetto Permanente di Dinamica Educativa Alternativa dell’Accademia Europea CRS-IDEA.

2) La mente dell’uomo

Il problema mente-cervello e mente-corpo. Le principali teorie sulla mente. La mente intesa in senso cibernetico. Le semplificazioni tecniche sulla mente nella didattica del Base. Le caratteristiche di una mente ben fun-zionante. Quella famosa bicicletta.

3) L’immagine e la visualizzazione creativa

L’immagine e le principali caratteristiche dell’immagine. L’immaginazione creativa. La visualizzazione guidata. La forza delle immagini visualizzate in stato di rilassamento per determinare processi di sviluppo personale: salute, carattere, comportamento, lavoro, vita di relazione, ecc.

Questo lavoro è finalizzato ad ottenere i seguenti risultati:

a) una migliore visualizzazione soggettiva, derivata dalla maggiore consapevolezza dell’atto del vedere.

b) La diminuzione degli schemi mentali e una maggiore apertura allo sviluppo personale, conseguenza della maggiore attenzione alla percezione e della capacità di vedere in modo meno automatico e frammentario, più profondo e complessivo. Imparare a capire vedendo, non solo pensando e ragionando.

c) Approccio più libero e consapevole all’immaginario (personale e collettivo) grazie alla conoscenza dei diversi livelli di lettura dell’immagine.

d) Uso delle immagini più attento e consapevole nella pratica delle tecniche di D.M.B.: non solo una migliore visualizzazione, ma un forte stimolo all’immaginazione creativa finalizzata tanto al raggiungimento di obiettivi pratici, quanto alla scoperta, alla conoscenza e alla realizzazione di sé.

4) Il colore

Elementi di fisica, fisiologia, psicologia e simbologia del colore.

5) Il simbolo

Gli aspetti più comuni (caratteristici) del simbolo e delle immagini simboli-che che affiorano praticando il metodo di D.M.B.

6) La proiezione mentale

Mente razionale e mente intuitiva. Il profondo livello intuitivo, immaginativo, creativo, ispirato di laboratorio. Le impressioni soggettive da cui trarre profitto. Implicazioni, significati e prospettive dell’addestramento mentale che inizia al Base col ciclo di proiezione nella materia e si conclude (per poi continuare individualmente) col Ciclo Luce.

7) Il cambio di paradigma

Il cambio di paradigma attualmente in corso nelle varie discipline del sapere sta portando all’affrancamento da una visione del mondo meccanicistica, riduzionistica, per aprirsi a una visione sistemica, olistica, ecologica, secondo un’ottica globale e secondo una nuova saggezza che comporta un’interazione pratica, continua, fra intuizione mistica e analisi scientifica, fra mente intuitiva e mente razionale.

Il contributo di Dinamica Mentale al cambio di paradigma può consistere nel fatto che Dinamica è un possibile strumento proprio per questa interazione: riunire mente intuitiva e mente razionale ben addestrate in un unico processo che comporta non solo l’equilibrio dei quattro livelli, dei due emisferi cerebrali, della personalità e del comportamento, ma anche un entusiasmante ed aggiornato percorso di sviluppo personale che si realizza tanto nel contesto socioculturale di base quanto nel contesto culturale di frontiera che stiamo vivendo alle soglie del Duemila.

Aggiornamento

Conseguito il diploma di “Istruttore di Dinamica Mentale”, i neodiplomati possono rifrequentare il corso dell’anno accademico successivo in Istituto per mettere a punto meglio la loro preparazione teorica.

Inoltre, anche se stanno ancora continuando il tirocinio pratico (le assistenze), possono essere aggregati agli istruttori già operativi in alcune iniziative d’aggiornamento, come è avvenuto recentemente nel corso di Programmazione Neurolinguistica: Syntonic Training.

Per l’aggiornamento degli istruttori già operativi è infatti previsto un corso d’aggiornamento all’anno, oltre a due o tre riunioni annuali che possono essere:

a) organizzative, per l’attività dei corsi, dei centri, dei programmi dell’ Accademia;

b) didattiche, per discutere e verifica-re insieme vari aspetti della didattica e della distribuzione del metodo;

c) aggiornamento: ad esempio, riunioni di verifica e approfondimento di Syntonic Training.

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