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Il Primo Maggio, una festa rivoluzionaria con radici antichissime

Il Primo Maggio, oltre che in Italia, è la festa nazionale del lavoro per diversi Paesi del mondo: da Cuba alla Turchia, dal Brasile alla Cina, Messico e molti altri. 

Questa ricorrenza ci ricorda quanto avvenne negli USA, precisamente a Chicago, il 1° maggio del 1886.

Quel giorno, si tenne uno sciopero generale in cui gli operai rivendicavano condizioni di lavoro più umane: allora era piuttosto comune lavorare sedici ore al giorno, e anche più.

La protesta sfociò in una vera e propria battaglia contro la polizia, che costò la vita ad undici persone, passando alla storia come il massacro di Haymarket

Tre anni dopo a Parigi, durante il primo congresso della Seconda Internazionale, fu lanciata l’idea di una grande manifestazione per chiedere la riduzione della giornata lavorativa a 8 ore, scegliendo come data proprio quella degli episodi di Chicago del 1886.

Questi avvenimenti accaddero realmente, ma le rivendicazioni del movimento proletario avevano ben altre radici.

Una festa carica di significati simbolici

Per comprendere il significato originario di questa ricorrenza, bisognerebbe sapere che nel mondo celtico, la notte tra il 30 Aprile ed il 1 Maggio, si celebrava la fecondità della natura e l’esplosione primaverile delle potenze della Terra. 

Nel tempo, questa ricorrenza assunse, specialmente a partire dal basso medioevo, il significato di scatenamento delle potenze del caos, finalmente libere di vagare e manifestarsi per il mondo.

Nel tempo, il primo giorno di maggio si è arricchito di ulteriori significati simbolici, raggiungendo il suo culmine verso la fine del ‘700.

Infatti in quel periodo, l’interesse per l’occulto e le ideologie politiche più rivoluzionarie si mescolavano fra loro in maniera sempre più fitta. 

Per esempio, proprio il 1° Maggio del 1776 Adam Weishaupt fondò l’Ordine degli Illuminati di Baviera, che predicava l’abolizione d’ogni ordine naturale e della proprietà privata.

Weishaupt considerava la notte del primo maggio come evocativa di quelle potenze dissolutrici che, nel suo sogno, avrebbero distrutto quello che considerava il vecchio mondo.

Dobbiamo distruggere tutto, ciecamente, con un solo pensiero in mente: il più possibile e il più presto!

Adam Weishaupt

Questa intenzione, alleggerita delle anacronistiche suggestioni occultistiche e pseudo-esoteriche, è ancora oggi in agenda.

Situazioni di emergenza che distolgono la nostra attenzione

Nuovo ordine mondiale, distruzione della proprietà privata, sfruttamento del lavoro, queste condizioni annullerebbero tutte le conquiste civili e le costituzioni degli stati liberi.

Sono abilmente velate da situazioni di emergenza che distolgono la nostra attenzione, ma dimostrano come nessuna rivoluzione può durare nel tempo, se non è finalizzata al benessere della generalità delle persone.

I nuovi padroni del destino umano utilizzano formule vecchie, sature di avidità e antichi odi, rese appetibili dalle moderne alchimie del marketing, ma non hanno nulla a che vedere con il nostro vero scopo sulla Terra.

Infatti, siamo su questo pianeta per aiutarci a vicenda ed evolverci in un mondo di pace.

Questa è l’unica rivoluzione possibile: l’elevazione della specie capace di dedicarsi all’arte, musica, scienza del progresso e dell’etica.

Ce lo ricordano le numerose iniziative musicali per il Primo Maggio, nelle quali fanno da padrone armi potentissime: chitarre, bassi, batterie, fiati e corde di ogni tipo. 

Queste sono le uniche vere armi con le quali dovremmo scendere in guerra contro il nulla dei moderni conquistatori, per definire un’unica grande nazione: l’umanità.

Una nazione che avrà come unici confini il mare e il cielo e come unica legge l’amore, libera da ogni legame con qualsiasi superpotenza. 

Immaginate che non ci siano patrie,
non è difficile farlo.
Nulla per cui uccidere o morire,
e nessuna religione.
Immaginate tutta la gente
che vive la vita in pace.
Si potrebbe dire che io sia un sognatore,
ma io non sono l’unico.

John Lennon, Imagine, 1971

Queste parole di John Lennon sono sempre straordinariamente attuali.

Un progetto realizzabile attraverso il nostro programma di sviluppo personale

Qualcuno potrebbe dire che è un’utopia.

Noi dell’Accademia Europea CRS IDEA, senza alcuna finalità politica, crediamo con tutte le forze che invece sia un progetto fattibile, e lo abbiamo cominciato a realizzare attraverso il nostro programma di sviluppo personale.

Si basa sul metodo socio-educativo della Dinamica Mentale, grazie al quale è possibile trovare il proprio equilibrio personale e vivere in maniera più armoniosa la relazione con sé stessi e gli altri ed ottenere ciò che è auspicato dall’atto costitutivo dell’UNESCO:

Le guerre iniziano nella mente degli uomini, ed è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace poiché l’incomprensione reciproca tra i popoli è sempre stata, nel corso della storia, all’origine del sospetto e della diffidenza.

UNESCO, Atto Costitutivo, 1945

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La pace nasce da un cuore nuovo

Una nuova primavera. Ieri come oggi: Dinamica Mentale.

Khalil Gibran scrisse: Per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte.

La notte che stiamo ultimamente vivendo nella nostra società sta davvero durando tanto, ma per fortuna nella natura è appena iniziata la primavera.

Pur nel buio della notte, ovunque si avverte il risveglio dei colori e degli odori di questa straordinaria stagione di rinascita. 

Sarebbe bello se ci potesse essere anche un forte risveglio coscienziale delle possenti forze che sono dentro di noi e che reggono la nostra vita alla radice, pronte a far nascere una primavera per noi esseri umani, nell’intimo del nostro animo. 

Il risveglio di forze rinnovatrici, vivificanti, abbaglianti che vivono nel cuore umano e oggi assopite, erano già conosciute da illuminati dei tempi più antichi.

La sprezzante logica dell’uomo moderno

Oggi, l’imperante razionalità, l’eccessiva competitività e la sprezzante logica dei numeri ci rendono sempre più aridi.

L’uomo moderno, ormai impoverito nell’animo è incapace di leggere la sua vera essenza e di cogliere la poesia e la magia della vita.

Ecco perché ogni individuo meriterebbe di vivere questo risveglio primaverile, per potersi intimamente riconnettere ai grandi ritmi della natura, al sacro ciclo della vita e uniformarsi ad una rinnovata spiritualità.

Così, potrebbe riaprire quel prezioso varco, chiuso dal materialismo moderno: un passaggio necessario ed urgente per frenare la precipitosa caduta dell’umanità nell’attuale situazione di subumanità.

Una forza invisibile e potentissima

Questo varco, nella primavera della natura, si rivela al mondo in tutta la sua straordinaria bellezza.

Possiede la stessa forza invisibile e potentissima che permette ai semi, che hanno passato l’inverno seppelliti nel buio della terra, di germogliare a nuova vita.

È un miracolo che sembra suggerire a noi uomini di fare altrettanto, facendo uscire ciò che di bello è racchiuso nel nostro cuore, per farlo diventare tutt’uno con ciò che sboccia, fiorisce e colora il mondo.

Ci invita a clonare ciò che fa la primavera, risvegliando nelle piante la voglia di vivere, succhiando dalla terra ciò che occorre per crescere, fiorire e dare frutto e liberando gli spiriti della natura dalla tomba dell’inverno per innalzarli nell’atmosfera, sino a sfiorare le orbite dei più lontani pianeti per farli connettere con le leggi eterne delle stelle.

La natura potrebbe fare lo stesso con noi uomini, se solo glielo consentissimo. 

L’energia del nostro mondo interiore

Anche noi potremmo riconnetterci con l’energia del nostro mondo soggettivo interiore, in modo da trasformare ciò che abbiamo nel cuore in pensieri e azioni creative e costruttive, per portarle nel mondo e permettere ad una nuova alba di sorgere.

Così facendo, la nostra luce potrebbe fermare gli innumerevoli vampiri energetici che hanno l’obiettivo di distruggere ogni forma di calore umano, ogni sentimento morale e la bellezza dell’arte e l’ordine della civiltà che ovunque vuole rinascere.

Uno stato di paura costante

Questi mostri vorrebbero accorpare gli esseri umani in un grande e unico essere collettivo, costretto in uno stato di generale trance ipnotica e dominato da uno stato di paura costante che alimenta e libera gli istinti più bassi, riempiendo le cronache giornaliere e facendo la fortuna dei tanti musicanti di sventure.

Una forma latente di violenza, coperta da un mieloso buonismo, esercitata dal continuo incitamento alla competizione ci ha imbruttiti al punto che vediamo l’altro come un nemico contro il quale combattere per vincere.

O come l’untore di chissà quale misterioso morbo.

D’altro canto, questa realtà ci sta dando risultati evidenti sulla qualità della vita in Europa che non si discosta da quello della nostra nazione.

Secondo una recente statistica, oltre il 30 % della popolazione soffre di insonnia e di ansie che si trasformano in nevrosi, depressioni ed esplosioni di rabbia. 

La pandemia silenziosa dell’emergenza psicologica

Per questo, abbiamo un bisogno sempre più grande di primavera nei cuori per ristabilire uno stato di sano e ideale equilibrio mentale, oggi fortemente destabilizzato.

Infatti, se fino a pochissimo tempo fa stavamo, e stiamo ancora oggi affrontando la prima pandemia (emergenza salute), subentra una seconda pandemia (emergenza economia) e in breve tempo, quasi senza rendercene conto, ci siamo ritrovati coinvolti in una terza pandemia (emergenza guerra), mentre tutto questo ci trascina dentro una quarta inevitabile pandemia: quella dell’emergenza psicologica, la cosiddetta pandemia silenziosa.

Ma come mai siamo caduti così in basso?

Ovunque assistiamo a sofferenze emotive e alla distribuzione massiva della paura, naturale o indotta, della morte, della malattia, della povertà, tanto per citarne solo alcune.

La ricaduta sulle persone e sulle loro relazioni

Questo stato di cose ha naturalmente una ricaduta malefica sulle persone, con ripercussioni pesantissime sulle relazioni private, lavorative e sociali.

Per esempio: ridotto controllo emotivo, scarsa lucidità mentale, scatti d’ira, maltrattamenti, decisioni avventate o eccessiva procrastinazione, incapacità di affrontare anche le situazioni più comuni.

A questo si aggiunge l’incessante bla bla su quelle che un tempo erano le ambite pagine dei giornali, riservate a personaggi ricchi e famosi, oggi, con i social, diventati spazi accessibili a tutti.

Una pericolosa distorsione della percezione delle cose

Oggi, attraverso i social, chiunque può recitare la propria parte sul palcoscenico della vita, illudendosi di contare qualcosa, anche se il più delle volte nasconde agli altri, e soprattutto a sé stesso, il grande vuoto  del proprio privato. 

È ormai un fatto acquisito assistere ad un proliferare di tuttologi sui social, ieri esperti di microbiologia, oggi di politica internazionale, domani di chissà cos’altro.

È una pericolosa distorsione della percezione delle cose, che inquina o addirittura impedisce la relazione vera con la realtà sociale che può risultare fatale.

Il punto di partenza per  una nuova primavera

Questo perché la costruzione di un autentico rapporto dell’essere umano con il mondo circostante, in ognuno dei suoi aspetti e manifestazioni, ha proceduto per millenni, di pari passo con l’evoluzione della specie, a partire dall’intima relazione che ognuno di noi ha con sé stesso.

Invece oggi questa relazione è spesso impedita oppure, nel migliore dei casi, interrotta.

Questa disconnesione lascia ergere pericolosamente il nulla in altezza, raggiungendo una visibilità sociale, che però non è sostenuta dalle necessarie radici della dignità umana.

Questa è la prospettiva che la nostra associazione, l’Accademia Europea CRS IDEA, propone di tornare a considerare come punto di partenza per  una nuova primavera: ripartire da se stessi quale cellule fondanti dell’intera società, di quella società che vuole riappropriarsi della cultura solidarietà, del benessere e della pace.

Riecheggiano nella mia mente le parole che Papa Giovanni Paolo II pronunciò in occasione della XVII Giornata Mondiale della Pace, il 1° gennaio 1984:

Responsabili della vita politica delle nazioni; operatori della vita economica, sociale e culturale; giovani, che sperate in un mondo fraterno e solidale; e voi tutti, uomini e donne, che desiderate la pace! Mi rivolgo a voi all’alba dell’anno 1984, che si annuncia dappertutto pieno di interrogativi e di angosce, ma anche ricco di speranze e di possibilità.

Questo appello in occasione della XVII giornata mondiale della pace mi sgorga dal più profondo del cuore; e io so di interpretare il desiderio di molti uomini e donne che in un mondo diviso aspirano alla fraternità.

Il messaggio che vi invio è a un tempo semplice ed esigente, perché riguarda ciascuno di voi personalmente, sollecita ciascuno ad offrire il suo contributo di collaborazione allo stabilimento della pace nel mondo, senza scaricarne il peso sugli altri.

Il tema che oggi propongo alla vostra riflessione e azione è questo: «La pace nasce da un cuore nuovo».

Papa Giovanni Paolo II

Un vento sottile che spira ovunque

Queste parole oggi sono molto più attuali di allora, ed esprimono un desiderio di molti uomini e donne, che è diventato una certezza: la pace può nascere solo da un cuore nuovo.

Un cuore che, come una meravigliosa pompa di vita, alita un vento sottile che spira ovunque, pronto a gonfiare le vele dell’esistenza di chi desidera un mondo migliore e avverte la sua eco risuonare in tutte le vallate e i monti della terra, pronta a portare ovunque pace, salute e abbondanza per tutti. 

Un mondo pieno di meravigliosi colori, suoni e odori, risultato dei nostri pensieri di fratellanza e solidarietà più belli, edificanti e nobili.

Questi pensieri, anche grazie anche all’applicazione delle tecniche di Dinamica Mentale, sgorgano in abbondanza dal nostro cuore e fanno nascere una nuova meravigliosa alba dentro e fuori di noi.


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Una nuova primavera: avidità e predominio diventano generosità, servizio e cooperazione

La storia si ripete? Diceva Cioran:

A voler essere esatti, non si ripete ma, poiché le illusioni di cui l’uomo è capace sono limitate di numero, esse ritornano sempre sotto un diverso travestimento, dando così a una porcheria ultradecrepita, un’aria di novità e una vernice tragica.

Emil Cioran, L’inconveniente di essere nati, 1973

Leggendo queste parole mi ritorna in mente una riflessione di Jung a me molto cara, scritta il secolo scorso:

Oggi si vuol sentire parlare di grandi programmi politici ed economici, ossia proprio di quelle cose che hanno condotto i popoli a impantanarsi nella situazione attuale. 

Ed ecco che uno viene a parlare di sogni e di mondo interiore. Tutto ciò è ridicolo. Che cosa vuole ottenere di fronte ad un enorme programma economico, di fronte ai cosiddetti “problemi della realtà”?

Ma io non parlo alle Nazioni. Io mi rivolgo solo a pochi uomini. Se le cose grandi vanno male è solo perché i singoli individui vanno male, perché io stesso vado male. 

Perciò, per essere ragionevole, l’uomo dovrà cominciare ad esaminare se stesso. 

E poiché l’autorità non riesce a dirmi più nulla, io ho bisogno di una conoscenza delle intime radici del mio essere soggettivo. È fin troppo chiaro che se il singolo non è realmente rinnovato nello spirito neppure la società può rinnovarsi poiché essa consiste nella somma degli individui”.

Carl Gustav Jung – Ricordi, sogni riflessioni, 1962

Queste parole portano il mio pensiero al preambolo dell’atto costitutivo dell’UNESCO che recita:

I Governi degli Stati membri della presente Convenzione, in nome dei loro popoli, dichiarano che, poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nello spirito degli uomini che devono essere poste le difese della pace.

Unesco – Atto Costitutivo, 1945

Queste sono solo alcune tra le innumerevoli e autorevoli proposte che riguardano l’evoluzione della specie umana.

Lo stato emozionale dell’intera comunità umana

Ciononostante, basta seguire un telegiornale o leggere un quotidiano per rendersi conto dello stato involutivo in cui versa l’intera comunità umana, mossa da emozioni che di evolutivo hanno ben poco o niente.

Tra le notizie più devastanti emozionalmente, oggi ci colpisce in particolare la tragedia in atto a casa nostra: una guerra in Europa, a due passi dai nostri confini nazionali.

La maggior parte dei cronisti e dei media la trattano nel modo noto ormai a tutti, cioè con la stessa verve con cui si racconta una partita di calcio.

È una guerra che si combatte con armi modernissime, anche se assomiglia ai combattimenti corpo a corpo di qualche secolo fa.

Allora il sangue e la sofferenza non apparivano sullo schermo di una TV o uno smartphone, ma laceravano direttamente i corpi e le coscienze. 

Certo, quelle di oggi sono armi intelligentissime, prodotte con altissima tecnologia, ma che hanno l’unico e antico scopo: ammazzare persone e distruggere territori.

E se tra le persone prese di mira, tutte orgogliosamente abbigliate con divise con i colori della propria nazione, ci scappa la morte di qualche civile, di anziani e bambini, chiamiamo questo il “prezzo della guerra”. 

E se tra i presidi militari bombardati poi ci scappa anche qualche scuola, ospedale o casa privata, anche questo è il prezzo della guerra.

Una lezione che non abbiamo ancora imparato

Allora, mi chiedo a cosa siano servite le lezioni della storia e le innumerevoli manifestazioni di ripudio delle dittature, delle guerre e delle azioni disumane.

In particolare, penso all’ultimo conflitto mondiale, del quale ascoltiamo ancora le tristi testimonianze di chi realmente lo ha vissuto e il cui doloroso ricordo è ancora lucido.

Mi chiedo anche a cosa siano serviti i costosissimi apparati diplomatici, e con quale coscienza si possano considerare carta straccia i numerosi trattati di pace che le nazioni finora hanno scritto, firmato e promosso.

Per esempio, la Dichiarazione universale dei diritti umani, o le costituzioni degli attuali paesi democratici tra le quali brilla la nostra Costituzione della Repubblica Italiana, fin troppo bistrattata.

Tutto questo a me pare sia servito a… nulla!

L’istruzione è inutile se non rende i nostri figli più umani

Mi permetto di dare voce al mio piccolo pensiero, quello di un “nessuno”, un uomo qualunque che non sa nulla di alta finanza, geopolitica ed economia.

Ed è così che mi viene in mente la lettera che il preside di un liceo americano aveva l’abitudine di scrivere ai suoi insegnanti ad ogni inizio di anno scolastico:

Caro professore, sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruite da ingegneri istruiti; bambini uccisi con  veleno da medici ben formati; lattanti uccisi da infermiere provette; donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiore e università. 

Diffido, quindi, dall’istruzione. La mia richiesta è: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani. 

Anniek Cojean, Les mémoires de la Shoah, in Le Monde del 29 aprile 1995.

Il rischio di un’estinzione totale

“Aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani” è una sollecitazione di enorme importanza.

Specialmente oggi che sembriamo molto più affascinati dalla tecnologia che dalla nostra dimensione umana e sociale. 

Questo è anche lo spirito della celebre dichiarazione redatta da Bertrand Russell e sottoscritta da Albert Einstein e altri dieci scienziati di prestigio mondiale.

È stata presentata nel 1955 in occasione di una campagna internazionale per il disarmo nucleare, e si conclude con le seguenti parole: 

Ci attende, se lo vogliamo, un futuro di continuo progresso in termini di felicità, conoscenza e saggezza. Vogliamo invece scegliere la morte solo perché non siamo capaci di dimenticare le nostre contese? 

Ci appelliamo, in quanto esseri umani, ad altri esseri umani: ricordate la vostra umanità, e dimenticate il resto. Se ci riuscirete, si aprirà la strada verso un nuovo Paradiso; altrimenti, vi troverete davanti al rischio di un’estinzione totale. 

Invitiamo questo congresso, e per suo tramite gli scienziati di tutto il mondo e la gente comune, a sottoscrivere la seguente mozione:

In considerazione del fatto che in una futura guerra mondiale verrebbero certamente impiegate armi nucleari e che tali armi sono una minaccia alla sopravvivenza del genere umano, ci appelliamo con forza a tutti i governi del mondo affinché prendano atto e riconoscano pubblicamente che i loro obbiettivi non possono essere perseguiti mediante una guerra mondiale e di conseguenza li invitiamo a trovare mezzi pacifici per la risoluzione di tutte le loro controversie.

Manifesto Russell-Einstein, 9 luglio 1955

Due elefanti che combattono

In questi giorni, penso spesso ad un’immagine fantasiosa di due elefanti che combattono per conquistare un pezzo di territorio: l’unica a rimetterci davvero è l’erba che calpestano. 

Potete immaginare chi sottintendo alle due enormi creature, e chi sia per me l’erba calpestata: siamo noi, le persone normali, tanti piccoli “nessuno” che si trovano ad essere trattati come pidocchi.

Anche se la storia non parlerà mai di noi, ci rimane il dovere di portare rispetto alla storia dei nostri avi, e coltivare nella nostra mente pensieri di amore e di solidarietà.

Oggi, questo è il pensiero davvero rivoluzionario.

Una grande e attualissima speranza: una nuova primavera

Se anche tu come me hai conosciuto l’Accademia Europea CRS-IDEA, probabilmente sentirai il tuo cuore aprirsi ad una grande e attualissima speranza.

Infatti i suoi programmi socio-educativi sono finalizzati a “diventare esseri umani” nelle migliori condizioni di benessere possibili.

È una nuova primavera, soprattutto nella natura umana, durante la quale i pensieri di avidità e predominio lasciano il posto a pensieri di generosità, servizio e cooperazione.

Credo che in questo senso ci sia ancora tanto da fare.

Per questo, auguro a tutti di vivere la propria personale primavera, nella quale scienza e coscienza tornano ad essere gli artefici di un ideale stato di benessere ed una nuova ed etica evoluzione umana.

Tutto questo è possibile grazie anche alla Dinamica Mentale Somatopsichica, il metodo socio-educativo interdisciplinare e multidisciplinare che l’Accademia Europea CRS IDEA da cinquant’anni distribuisce gratuitamente ai propri iscritti.


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Quella straordinaria alchimia che migliora la vita

Sono le storie semplici ad essere le più incisive, quelle che lasciano i solchi più profondi nella memoria.  

Per questo oggi voglio riproporre una favola scritta qualche anno fa. È pensata per i bambini ma, come tutte le cose semplici, fa molto bene soprattutto agli adulti.

Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. 

Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua. Era di carne e d’ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente. Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca. 

Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente poté vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie. 

Un’altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale.

Il bambino crebbe, diventò un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli faceva una domanda, prima che aprisse bocca. 

Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava «Giacomo di cristallo», e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili.

Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia. Chi si ribellava era fucilato. 

I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi. La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze.

Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egli era trasparente e tutti leggevano dietro la sua fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e prendeva speranza.

Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione. Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne.

La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri. 

Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire.

Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.

Gianni Rodari, Giacomo di cristallo, 1962

L’equilibrio dell’intelligenza con la sensibilità e gli affetti

Sono un utopico amante della verità, quella che nasce “dall’incontro tra emozione e ragione, approva l’oggetto appetibile, delibera circa i mezzi conformi al fine, la sceglie e dà luogo alla volizione concreta che determina l’azione”.

Aristotele ha scritto queste parole ventiquattro secoli fa.

Già allora l’uomo aveva intuito che lo scopo ultimo delle azioni umane è la felicità, intesa non solo come soddisfacimento dei piaceri sensibili e possesso di beni materiali, ma soprattutto nel giusto equilibrio dell’intelligenza con la sensibilità e gli affetti.

Come spesso accade, le lezioni di vita più utili vengono da lontano, peccato che frequentemente ce ne dimentichiamo.

Infatti oggi il raggiungimento della felicità sembra coincidere con un eccessivo nutrimento del proprio ego e l’accumulo di denaro, che non è più un mezzo, ma il fine ultimo di molte azioni dell’uomo moderno.

La profonda differenza tra maschere sociali e personali

E in quest’andazzo, per nascondere agli altri la propria dignità svilita e svenduta, qualcuno indossa con sempre maggiore disinvoltura la propria maschera sociale.

È una maschera che molti lupi hanno imparato a calzare a pennello, mimetizzandosi a perfezione e facendosi passare per agnelli. Una maschera indossata per mentire, confondere, trarre indebito profitto, ma che a lungo andare danneggia chi la indossa tanto quanto chi ha ingannato.

Contemporaneamente, nella società civile altre maschere sono invece indispensabili affinché ognuno svolga nel modo migliore il proprio ruolo. Sono le nostre maschere personali, ed è importante sapere come vestirle e svestirle a seconda delle occasioni.

Invece attualmente facciamo sempre più confusione: per esempio, indossiamo la maschera di amico quando siamo al lavoro, o quella di capufficio mentre giochiamo con i nostri figli; altre volte ci comportiamo da dottori con le persone che amiamo, e da malati quando invece stiamo benissimo.

Questo accade perché diamo troppo ascolto a quell’incessante bla bla bla dei mezzi di comunicazione di massa che ci incitano con scientifica precisione a cercare la felicità dove non possiamo trovarla.  

Mantenere in equilibrio ragione ed emozioni

Molto più semplicemente, noi esseri umani possiamo cercare e trovare la felicità soprattutto quando riusciamo a mantenere in equilibrio ragione ed emozioni.

Infatti, in quel momento realizziamo una straordinaria alchimia che migliora la qualità della nostra vita, la salute e le relazioni personali, professionali e sociali.

E quando ci dovesse riuscire anche chi ha un ruolo sociale importante, noi tutti ci accorgeremo di ciò perché egli smetterà di pensare unicamente alla sua posizione, e si impegnerà a rimettere al centro di ogni interesse l’essere umano e la sua felicità.

Solo allora si verificherà quella solidarietà politica, economica e sociale auspicata dalla nostra Costituzione.

Anche per te è possibile sprigionare la tua personale alchimia in maniera semplice e naturale, grazie alla Dinamica Mentale Somatopsichica, il metodo che l’Accademia Europea CRS IDEA distribuisce gratuitamente da cinquant’anni ai propri iscritti.


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Il-tempo-della-lentezza-in-un-mondo-che-va-di-corsa menteamica
Il tempo della lentezza in un mondo che va di corsa

Siamo a dicembre, il mese che dà il benvenuto ufficiale all’inverno.

Nel nostro emisfero, è la stagione con la minore insolazione e le temperature più basse dell’anno. 

Infatti, l’etimologia di questa parola contiene la radice sanscrita him (= freddo), che ritroviamo nel latino hiems (= freddo, gelo, cattivo tempo e quindi, per estensione, inverno) e anche nel greco antico χειμών (che-im-on = freddo, inverno, clima tempestoso).

Il nostro inverno comincia il 21 dicembre, in occasione del solstizio.

In quel momento, il sole interrompe la sua costante discesa, caratterizzata da pomeriggi sempre più bui, per regalarci giornate sempre più lunghe.

Per chi abita dall’altra parte della Terra, succede esattamente il contrario: con l’arrivo dell’inverno, il clima si fa sempre più mite e il sole tramonta ogni giorno un po’ prima.

Questo meccanismo perfetto dura da 4.500 miliardi di anni. 

Il rosso: simbolo di vita e regalità

Per i cristiani, l’inizio dell’inverno coincide con le feste di Natale, periodo in cui tutto si tinge di rosso, un colore che ha da sempre una fortissima valenza simbolica.

È il colore del sole all’alba e al tramonto; del sangue e del suo legame intrinseco con la nascita, la vita e la rinascita; della regalità in tutte le sue forme.

Infatti, la tradizione che fa del rosso il colore predominante del Natale, nasce dal vestito rosso con cui l’iconografia rappresenta San Nicola di Bari.

È il patrono dei fanciulli e il suo culto che ha ispirato il personaggio tradizionale più popolare di sempre: Babbo Natale.

L’abete: la vita che protegge la vita

In questi giorni, mille decorazioni abbelliscono le nostre case, luci e suoni rallegrano le vie e le piazze delle nostre città, ovunque è possibile vedere un abete addobbato e illuminato a festa. 

Questo albero rappresenta da sempre il solstizio d’inverno, il momento più buio dell’anno, in cui i battiti della natura si fanno sempre più deboli.

Tutto sembra quasi fermarsi, ma l’abete veglia in silenzio, maestoso e forte: la sua cima è il punto d’incontro tra cielo e terra, i suoi rami sempreverdi proteggono gli esemplari più giovani cresciuti intorno alle sue radici.

La lentezza come valore

In un passato assai remoto, nel tempo della nostra civiltà contadina, i ritmi di vita degli esseri umani erano più in sintonia con quelli della natura.

Infatti allora, durante l’inverno, tutto procedeva più lentamente.

Mentre le donne realizzavano pesanti maglie di lana di pecora e cucivano caldi abiti di fustagno, gli uomini erano impegnati con piccoli lavori di manutenzione degli attrezzi di lavoro e della casa.

Tutti insieme ci si dedicava ad attività di utilità comune: preparare provviste per la dispensa, intrecciare panieri in vimini, accatastare legna per il fuoco.

Una corsa senza fine

Invece, nella società moderna, non abbiamo alcuna possibilità di rallentare, e ancora meno di fermarci.

Oggi, correre è un’esigenza imposta dalla civiltà, e per questo corriamo sempre, per rispettare i tempi e i ritmi dell’attuale sistema di vita. 

Infatti, questo è il tempo della velocità dei singoli individui in un mondo che, a sua volta, corre sempre di più.

Questo modo di essere e agire si applica a tutte le aree della nostra vita: al lavoro, al tempo libero, all’alimentazione, alla nostra relazione con la natura, le altre persone e soprattutto con noi stessi.

Il nostro stile di vita diventa sempre più fast e così, anche se durante i pochi giorni di ferie potremmo rallentare un po’ i ritmi, ci ritroviamo a correre più di prima per comprare i regali, organizzare cenoni, programmare viaggi.

Ci sembra quasi di non avere abbastanza tempo, e che ci siano sempre più cose da fare…

Riappropriarsi del tempo in piena libertà

Io invece ti auguro tutta la lentezza di cui hai bisogno, per cominciare a fare di meno e a sentire di più. 

Spesso, rallentiamo solo quando siamo costretti da qualcosa di sgradevole, ma possiamo scegliere di farlo prima, riappropriandoci del nostro tempo in piena libertà.

Per questo, voglio augurarti di vivere almeno qualche giorno slow e di trovare il tempo da dedicare a te ed ai tuoi affetti. 

Voglio augurarti di sentirti appagato mentre fai ciò che desideri; mentre passeggi tranquillo e sorridente in compagnia di persone che ti vogliono bene e alle quali tu vuoi bene; mentre indossi il tuo abito più bello discorrendo con serenità di sogni e di cose belle.

Ti auguro di mettere al centro della tua vita il tuo mondo interiore e il tuo tempo; di dire addio alla frenesia, ai tempi che ti stanno troppo stretti, e alla sensazione di essere sempre in ritardo.

Fare spazio a ciò che conta davvero

Se anche tu vuoi ritrovare il tuo ritmo, grazie alle tecniche di Dinamica Mentale Somatopsichica che l’Accademia Europea propone da circa cinquant’anni, puoi imparare a vivere nel modo più soddisfacente possibile, anziché lasciare i tuoi giorni scivolare via affannosi e frettolosi.

Conoscere le tecniche di Dinamica Mentale Somatopsichica significa riconoscere i tuoi valori e sapere come fare spazio nella tua vita a ciò che per te conta davvero.

L’Accademia Europea svolge le sue iniziative su tutto il territorio nazionale, sia in presenza che online: consulta l’agenda degli appuntamenti di formazione dell’Accademia Europea cliccando sul link https://www.accademia-europea.com/agenda/, o chiedi informazioni al numero verde: 800 148 758.

Un abbraccio blu.

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L’insegnamento della natura: riposare per prepararsi a fiorire ancora

Una danza antica

È novembre… Gli alberi sono ora vestiti di rosso, d’oro e d’arancio. L’erba è sotto una coltre di foglie dal colore marrone scuro cadute dagli alberi. È tempo del raccolto, le bacche, la frutta e le noci sono ormai mature per la raccolta… L’inverno è alle porte. Un prezioso e meritato periodo di riposo, utile e rigenerante, di preparazione ad una nuova rinascita e rifioritura.

In superficie tutto sembra senza vita, ma oltre l’apparenza si rinnova il mistero eterno della rinascita.

Nell’eternità del ritmo universale, la morte e la vita danzano sempre unite: a volte è la vita a condurre la danza, a volte è la morte. L’una è utile all’altra, l’una giustifica l’altra: sono due facce della stessa medaglia.

Proprio come luce e il buio, si alternano in continuazione, rendendo ancor più misteriosa la nostra esistenza e donando ulteriore significato e forza al tempo che inesorabilmente scorre.

A novembre il tempo della luce si accorcia in maniera sempre più evidente, quasi a suggerirci di aumentare lo spazio da dedicare al riposo dei nostri sensi oggettivi.

Un ciclo in perfetta armonia

Chi conosce la Dinamica Mentale, sa molto bene che in ciascuno di noi coesistono due mondi.

Uno oggettivo (quello percepito dai nostri cinque sensi) ed uno soggettivo (il nostro mondo più intimo e profondo, percepito dalla nostra mente).

Per sentirci veramente bene, questi due mondi dovrebbero essere il più possibile in armonia, proprio ispirandoci ai cicli che la natura da sempre ci mostra.

Quindi, novembre sembra esortarci a rivolgerci al nostro mondo interiore, alla nostra parte soggettiva, anche affrontando con serenità quelle note di tristezza che a volte accompagnano alcuni periodi della nostra vita.

È un passaggio indispensabile, che sollecita la straordinaria forza del rinnovamento che è in ognuno di noi ad emergere e a lasciar andare le parti ormai vecchie, che devono morire per permettere la nascita di nuovi modi di essere.

Semi piantati con impegno e fiducia

Anche per l’Accademia Europea è giunto il tempo di rinnovarsi e dare spazio ad importanti novità.

Intanto, dopo un lungo periodo di apparente letargo operativo nel quale siamo stati costretti ai soli seminari online, abbiamo ricominciato a tenere incontri in presenza con alcuni nuovi corsi, e anche il nostro amato seminar di Dinamica Mentale Somatopsichica, risultato di un notevole lavoro di Aldo Frandi e Grazia Cagnoni.

Inoltre, tra le tante novità determinate dal direttivo dell’Accademia, c’è anche quella del cambio della sede legale, che si sposta a Trieste, la cui definitiva decisione spetta all’assemblea, convocata per 13 novembre e il cui avviso di convocazione è disponibile a questo link:

Queste ed altre importanti novità, sono il frutto dei numerosi semi che, come direttivo dell’Accademia, abbiamo continuato a piantare con impegno e fiducia. Prendiamocene cura e presto sbocceranno in una nuova e abbondante fioritura.

Allo stesso modo, a livello personale, offriamo a noi stessi un piccolo gesto che può farci bene, come fosse un piccolo seme che nel tempo darà vita a un albero ricco di frutti dolcissimi.

Questo seme può essere un regalo che facciamo a noi stessi, una nuova abitudine, o un piccolo cambiamento che rimandiamo da tempo; piantiamolo adesso, nel buio della terra si preparerà al prossimo ciclo di fioritura.

Un abbraccio blu a tutti.

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L’autunno, la stagione della trasformazione

La straordinaria forza del colore

Ottobre è il mese che dà ufficialmente il benvenuto all’autunno.

In questa stagione, il colore si manifesta con tutta la sua straordinaria forza: in nessun altro momento dell’anno possiamo godere di una varietà di sfumature così vasta e profonda.

Le foglie si tingono di giallo-bruno, di arancio, fino a diventare rosso-porpora; il verde si fa più deciso, e il blu del cielo ancora più intenso.

In ottobre, i rami dei cespugli si riempiono di bacche: macchie colorate di viola brillante, oppure di un indaco così profondo da sembrare quasi nero.

Questi piccoli frutti deliziano il nostro sguardo e sono una fonte preziosa di cibo per molti animali che tra quegli arbusti cercano riparo dai primi freddi.

L’autunno è la stagione del cambiamento: tutta la natura saluta l’estate e i suoi colori vivaci per indossare un nuovo abito di una bellezza dolce, intensa, autentica.

La stagione del tempo ritrovato

Questa è anche la stagione che più di tutte ci invita a trovare il tempo per guardarci dentro e riflettere sulla persona che siamo, e quella che possiamo diventare.

È la stagione propizia per decidere di iniziare quel viaggio interiore per migliorare il rapporto che abbiamo con noi stessi, e con gli altri.

In autunno, l’uomo trasforma l’uva in vino: è il momento migliore per raccogliere i doni che abbiamo ricevuto, i nostri talenti e le nostre abilità, e metterli al servizio dei nostri sogni e aspirazioni.

Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto.

Thomas Jefferson

Per questo, è indispensabile abbracciare con fiducia il cambiamento per realizzarci completamente come persone, in famiglia e nel lavoro.

Al contrario, avere paura, rifiutare oppure cercare di sfuggire alla novità, significa impedirci di crescere.

Affrontare il cambiamento con energia e positività

Sappiamo bene che modificare le nostre abitudini è complicato, anche quando razionalmente sappiamo che rappresentano un limite per la nostra realizzazione, e per la felicità dei nostri cari. 

Per questo, le  tecniche di Dinamica Mentale proposte dall’Accademia Europea, possono aiutarci ad affrontare con energia e positività qualunque cambiamento.

Infatti, grazie alle tecniche di Dinamica Mentale, impariamo a comprendere meglio i segnali del nostro corpo, riconoscere le opportunità di gioia che la vita ci offre ogni giorno, utilizzare con maggiore efficacia la nostra mente.

Da settembre, le iniziative di formazione dell’Accademia Europea sono riprese sia in presenza che online: consulta l’agenda degli appuntamenti cliccando sul link: https://www.accademia-europea.com/agenda/, o chiedi informazioni al numero verde: 800 148 758.

Un abbraccio blu

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Osservare e comprendere i segnali per intervenire in tempo

Il cruscotto delle nostre automobili ospita, oltre agli indicatori di velocità, di tempo, di performance, alcune preziose spie luminose. 

Normalmente sono spente, ma quando si accendono, hanno lo scopo di segnalare delle anomalie più o meno gravi.

Possono riguardare il motore, l’impianto elettrico, i freni o di altri apparati necessari al buon funzionamento generale.

In questo e in tanto altro, il nostro organismo somiglia ad un’automobile.

Infatti, proprio come le spie luminose delle auto normalmente sono spente, anche noi abbiamo delle spie che di solito sono nascoste, ma quando si attivano ci indicano la necessità di un intervento. 

Ci dicono che, se non modifichiamo alcune nostre abitudini e stili di vita, prima o poi ci sarà certamente un guasto serio. 

Azioni mirate: modificare pensieri e comportamenti

Le nostre spie più comuni sono un vago malessere generale, un indefinito e confuso senso di insoddisfazione e noia o, al contrario, di inquietudine, nervosismo, agitazione. 

Oppure, la sgradevole ed insistente sensazione che manchi qualcosa: un partner, oppure un partner migliore di quello che abbiamo, un lavoro, o un lavoro migliore di quello che abbiamo, maggiori risorse economiche, una casa più bella e spaziosa, e tante altre.

Queste sensazioni di disagio, proprio come le spie del cruscotto della nostra auto, ci stanno semplicemente avvertendo che è il momento di intervenire con azioni mirate.

Sono le spie luminose del nostro essere, e ci avvertono della necessità di modificare alcuni nostri pensieri ed atteggiamenti e, invece di reagire con impulsività, di fare qualcosa di costruttivo per migliorare l’attuale situazione.

Atrimenti, la nostra mente ci porterà a vedere tutto nero, imprigionandoci in pensieri sempre più cupi, e a cercare affannosamente soluzioni drastiche per una situazione che appare disperata.

C’è sempre un’alternativa

A chi non è mai accaduto di non riuscire a far valere la propria posizione, al lavoro, in famiglia, nel rapporto di coppia, con i figli? 

A chi non è mai accaduto di dover affrontare una separazione, un lutto, una crisi di coppia, la perdita del lavoro? 

Chi non ha mai avvertito il peso di alcuni rapporti con gli altri?

A chi non è mai successo di reagire in maniera eccessivamente aggressiva a quella che riteneva una provocazione, oppure di arrabbiarsi senza ottenere alcun risultato?

In questi casi abbiamo due possibilità: la prima è rimuginare pensieri negativi, ingigantendoli e lasciando che affollino sempre più la nostra mente.

Oppure, l’alternativa è cambiare polarità, portando la nostra attenzione sugli aspetti positivi della nostra vita, anche se li riteniamo piccoli o insignificanti. 

Prevenire è meglio che curare

Naturalmente, non è facile analizzare i nostri pensieri e comportamenti quando ci coinvolgono in pieno, oppure riuscire a cambiare le nostre abitudini, anche quando riconosciamo che sono dannose per noi e per i nostri cari.

Invece, grazie alle tecniche di Dinamica Mentale che l’Accademia Europea propone da circa cinquant’anni, abbiamo la preziosa opportunità di imparare a farlo. 

Conoscere le tecniche di Dinamica Mentale significa riuscire ad ascoltare il nostro corpo, utilizzare con maggiore profitto la nostra mente, godere di noi stessi e delle opportunità che la vita ci offre, per affrontare le fasi più delicate della nostra vita.

In questo modo, daremo la giusta attenzione e comprenderemo il significato delle nostre spie luminose, e potremo fare dei piccoli aggiustamenti in tempo, evitando di ricorrere con urgenza all’intervento di un meccanico.

A settembre le nostre iniziative riprendono sia in presenza che online, consulta l’agenda degli appuntamenti di formazione dell’Accademia Europea, o chiedi informazioni al numero verde: 800 148 758

Un abbraccio blu a tutti

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Eleonora Vascotto è la nuova presidente dell’Accademia Europea

L’Accademia Europea ha una nuova guida e, per la seconda volta nella storia dell’ente, ha una donna come presidente: Eleonora Vascotto.

A Luciano Seganfreddo, suo predecessore, il direttivo unanimemente esprime i più vivi ringraziamenti per il suo quasi cinquantennale impegno dirigenziale nell’Accademia.

Ad Eleonora, dell’attivissimo Centro di Accademia di Trieste, vanno i miei personali auguri, oltre agli auguri e l’incondizionato appoggio di tutti i componenti del direttivo.

Durante il mio mandato di segretario generale dell’Accademia, ho avuto modo di constatare il valore di Eleonora ed il suo attaccamento all’Accademia e sono personalmente sicuro che farà un ottimo lavoro.

Grandi novità nella didattica e nell’organizzazione

Attualmente, la presenza dell’Accademia sta diventando sempre più incisiva sull’intero territorio nazionale.

Infatti, la situazione sociale che tutti conosciamo ha unito i soci dell’Accademia da nord a sud per partecipare gratuitamente online sia agli incontri formativi condotti da Aldo Frandi e Grazia Cagnoni.

Contemporaneamente, hanno avuto luogo numerosi corsi, alcuni dei quali assolutamente nuovi, che hanno dato ottimi risultati di gradimento.

Grande attenzione è stata e verrà data alla digitalizzazione e alla semplificazione.

Questo consentirà uno scambio rapido e sempre più efficace delle informazioni sull’associazione e di tutto il materiale utile ai corsi e alle riunioni, per condividere buone pratiche e nuove idee creative da mettere in atto.

Tra le altre novità che accompagneranno Eleonora nel suo incarico:

L’attivazione del numero verde gratuito 800 148 178; la pubblicazione mensile del periodico Mente Amica, per il momento esclusivamente online; il nuovo sito internet con l’elenco ufficiale degli istruttori abilitati dall’Accademia e dei referenti che la rappresentano a livello territoriale; la delega alla onlus EDEN, storico ente istituzionale dell’Accademia, per lo sviluppo di tutte le iniziative nel mezzogiorno d’Italia, il sostegno amministrativo all’Accademia e il coordinamento e l’ospitalità alla redazione di Mente Amica.

Una partecipazione sempre più ampia

Questo fervore sta coinvolgendo sempre più entusiasticamente un gran numero di soci ed ex-soci che ci contattano da ogni parte del mondo.

Pensate che una delle ultime e-mail è arrivata da un vecchio allievo che vive a Los Angeles e che ha letto di noi grazie a Mente Amica online.

Stiamo definendo le ultime questioni organizzative per riprendere nel migliore dei modi l’attività che più ci sta a cuore: diffondere ovunque ed in presenza e nel rispetto della legge, la Dinamica Mentale e la Somatopsichica.

Un progetto che non ha eguali

A nome di tutto il direttivo, ringrazio di cuore Luciano e Giannina per il loro prezioso impegno: sono stati il motore della nostra straordinaria associazione, che tra pochi mesi compirà 50 anni.

Sono sicuro che l’Accademia Europea, anche grazie alla guida di Eleonora, si organizzerà nel migliore dei modi per dare un nuovo e straordinario futuro ad un progetto di crescita personale che non ha eguali, finalizzato ad aumentare l’autostima e le potenzialità umane e che ha come obiettivo il raggiungimento di un ideale stato di benessere ed un generale miglioramento della qualità della vita delle persone.